23/08 villa ada blonde redhead ovvero di come non smetto mai di ricordare

 
mi sveglio e in mente ho
 

first of all: kazu makino e i fratelli Pace per l'ennesima volta a villa ada, domani perchè mentre scrivo è ancora martedì.
domanda: c'è n'è bisogno?
risposta: anche no.
 
e allora perchè ci vado?
 
perchè sono una fucking inguaribile romantica e nostalgica, mi piace tutto sommato farmi un pò di male ogni giorno da brava lesbica un pò maso [ma non troppo visto che sono sempre una mmsl, ovvero una malemindedlesbian secondo le lesbiche che mi sono portata a letto...e che ne volevano ancora..ahhhhhhaaaahhh...lo so è molto mmsl questa espressione ma non ho potuto resistere un pò di vendetta quando vieni smerdiata continuamente ce vò] e tutto sommato un tantinello ossessiva da brava femmina.
e non resisto mai a kazu makino che urla "EMAAAAIIIIII, EEEEMMMAAAAAIIIII, EEEEEMMAAAIIIIITUBIBLAMED......." con quella vocina che sembra uscita da un manga per non parlare del corpo da cui esce la vocina.
 
e li ho visti veramente duemila volte.
ora quale occasione migliore per affrontare il tema kazu makino chi è costei?
la signorina makino, mi piace parlare di lei come una signorina nonostante faccia coppia fissa da un secolo con uno dei gemelli pace, quello che dondola con la chitarra e se la mangia con gli occhi ogni volta che suonano, e immagino anche fuori dal palco, evidentemente vanta natali nipponici, ha incontrato i gemellini a newyork, loro in cerca di affermazione sulla scena indie newyorkese con tanto di diploma di musica in saccoccia, lei mentre finiva la scuola d'arte, il tutto pare in un ristorante italiano.
very romantic eh?
lei appare in un disco di arto lindsay e in uno di caetano veloso, con i blonde redhead ha creato uno stile molto originale, ma tanto lo sapete già tutte o no?
vabbè girovagando per il web in cerca di cose interessanti su di lei da dirvi, che peraltro non ho trovato, scopro che è considerata da tanti un icona per il suo stile nel vestire; eh già, diciamo che ha un fisico interessante e indossa cose che sulla maggior parte di noi poveri mortali sarebbero da ricovero, e sembra sempre bellissima.
colgo l'occasione per comunicarvi che ho scoperto che donne così esistono per davvero.
e si posson pure toccare. lucky me ^ ^  
ma tornando a noi, personalmente mi sono innamorata dei blonde redhead quando vivevo in england.
nello studentato dove vivevo c'era un tipo, credo si chiamasse james o qualcosa del genere, che diventò presto il mio spacciatore personale, di musica.
il ragazzo, che come potete immaginare era un incrocio tra il cantante degli strokes [da prima che comparissero casanova e company] e kurt cobain si faceva arrivare pacchi di dischi dagli states, mi invitava in camera sua e ci si sparava minuti felici di musica nuova che assolutamente si doveva sentire.
è così che ho scoperto, un bel pò prima di un sacco di gente, gli strokes, i white stripes, i blonde redhead, gli hives, e un sacco di altra gentaglia così.
che bello avere un spacciatore sempre fornito.
bei tempi davvero.
 
e non posso dimenticarmi la prima volta che li ho visti a napoli, al maschio angioino una cifra di anni fa, nessuno li conosceva [che novità] e kazu fu una vera rivelazione.
 
e chi se l'aspettava sta japanese tutta cosce co sta vocina incredibile che sembra che si spezzi ad ogni acuto invece no.
e poi li ho spacciati io ad un sacco di persone che sono passate nella mia vita.
a qualcuna sono paciuti assai.
proprio assai.
dubito abbiano mai imparato un singolo pezzo.
la storia della mia vita.
 
e quindi si riandrà a goderceli, il set lo sappiamo già. lo show sarà simile agli altri, saranno di poche parole come al solito, qualcuno parlerà in italiano a kazu la quale ad un certo punto sbroccherà un pochino perchè: io già faccio fatica a parlare inglese che non è la mia lingua, dico lo volete capire che l'italiano non lo so?[testuali parole dette durante un concerto a ferrara]
andrò a farmi soggiogare dalla batteria del "pace simone" perfetta come un orologio, e da due meravigliosi esserini che ondeggiano mentre si guardano cantare.
sarò quella riccia che quando fanno il pezzo di cui sopra si sbatte come una pazza, assieme ad una checca non riccia, che si sbatte come una pazza pure più di me, specie se il gin tonic è buono.

 

to sing along:

Am I?
Am I to be paid?
But I have to?
Could I try to?
Do I have to?
..I still get rocks off

Am I?
Am I to be plain?
But I need to?
Could I get to?
Do I have to?
I'll be alright
..I still get rocks off

And it's so inviting the world
Phrases song
And it's so inspiring
That it might be all wrong
That I can seem to be alone
So long as you are gone

Am I?
Am I to be blamed?
But I need to?
Do I have to?
Could I get to?
I'll be almost good
..I still get rocks off

And it's so inviting the world
Phrases song
And it's so inspiring
That it might be all wrong
That I can seem to be alone
So long as you are gone

Aahhh
Long gone
Now I know
I know how to call

You want

Am I?
Am I to be blamed?
But I need to?
Do I have to?
Could I get to?
I'll be almost good
..I still get rocks off

And it's so inviting the world
Phrases song
And it's so inspiring
That it might be all wrong
That I can seem to be alone
So long as you are gone
 

love will tear us apart again ovvero ubriacarsi in un venerdì pomeriggio

 

  mi ubriaco e in mente ho 

 

dovrei essere da un'altra parte e invece no.

is it my fault?it's not my fault.

oggi una signora americana non la finiva di ringraziarmi per avere fatto quello che altri 5 operatori di assistenza stradale non avevano fatto:

numero 1. capire che cazzo voleva

numero 2. adoperarmi per aiutarla e fare sì che le sue vacanze non finissero in vacca

che io sia lieta di tutto ciò?

giammai, aveva fittato una macchina da ricchi, e le ha detto culo che infine ha parlato con me quindi davvero troppo mazzo per starmi simpatica, eppure ho fatto quello che ritenevo giusto, chissà poi perché.

sono un'idiota e questo è risaputo.

e quindi martini a palla dalle 4 del pomeriggio, rigorosamente bianco, ghiaccio e bicchiere giusto.

mi sento quasi in spiaggia.

questo pezzo in sottofondo e il resto dell'album a completare.

sono di nuovo incastrata qui, da sti cazzo di soldi, ho bisogno di sparire e non posso se no mi perdo sul serio del tutto e sono troppo giovane per finire come karen dalton mi dò altri dieci anni perladeamadreditutteledee.

ma ho bisogno di partire, maledizione, tutto quello che ho intorno mi fa sentire solo più maledettamente una cazzo di superfuckin idiota.

e io odio sentirmi così.

mi sparo i massive attack stasera pure da sola e se sono sola mi scopo tutto il pubblico senza distinzione di genere.

questo è poco ma sicuro. 

certe non si accontentano mai ovvero chi cazzo è elisabetta muritti?

 

  mi sveglio e in mente ho

 

e soprattutto perchè lei scrive di musica addirittura parlando di icone e personaggi importanti della nostra storia come joni mitchell senza avere la minima cognizione di causa e prentendo di essere cool solo perchè ha infarcito il suo ridicolo articolo di qualche parola molto "giovane" come figo o drogato?

io detesto soprattutto chi come lei scrive un finto articolo in cui vorrebbe descrivere un periodo, un atmosfera, delle storie concludendo con una cazzata enorme senza nemmeno saperla prima giustificare o preparare almeno.

non dovrei linkarlo ma per farvi capire che non sono pazza leggete qua.

mi vengono i brividi.

passiamo oltre. stasera alle terme di caracalla i raveonettes che sapete chi sono e se non lo sapete google+myspace vi faranno fare un'idea quindi potete fare da soli.

io per me stasera oltre agli yankeeslosangelini vado a sentire questa signorina italiana, una voce in fuga direi, che spero decolli presto. a me piace. acerba ma bella.

oggi non ho voglia di raccontarvi le cose, giusto un paio di dritte e una lamentela quindi accontentatevi, per tutte le altre: la sonica sta alle terme di caracalla stasera quindi state avvertite se dovete rompere le ovaie andate affanculo da un'altra parte.

ahhhh quando ci vuole ci vuole.

Stupid Desires

Everytime i wake in the morning
i see something different in your eyes
there is something strange in the moonlight
can i see your smile again
would you buy me the moon
would you buy me
everything
and put into my arms

i'm full of stupid desires
how can i stop to cry
when i'm full of stupid desires
that doesn't mean that

would you buy me the stars
would you buy me the moonlight
would you see me for a while
just like a i am
everything
and put into my arms

i'm full of stupid desires
how can i stop to cry
when i'm full of stupid desires
that doesn't mean that
just like i am
just

would you buy me
would you buy me
would you buy me
would you buy me
would you sing to me my love
would you sing to me my love

due o tre cosette di un sabato pigro ovvero mercedes sosa, camille e sigur ros mancati

 
 
mi sveglio e in mente ho
però pure
 
 
un pò di cosette da dire my friends.

1) concerto della mercedes sosa bello per certi versi deludente per altri: bello perché non l'avevo mai vista dal vivo e fa comunque un certo effetto anche se seduta, anziana e malata. E' una tipa che ha fatto le sue battaglie e si vede, gli argentini l'adorano e tra il pubblico sventolavano bandiere biancazzurre (e non erano del napoli) e molti cantavano e chiedevano a gran voce altri pezzi, che pare lei non abbia cantato. una signora molto interessante, madre di una amica nonchè tumbler woman B* mi raccontava della storia di Mercedes, di cosa ha rappresentato durante gli anni della dittatura la sua musica e la sua stessa presenza.
Paula, così si chiama la signora interessante, era la più delusa, forse perchè anche la più esperta e quindi quella con maggiori  aspettative dal concerto in sé, voleva una cosa più politica ha detto, e invece mercedes ha dedicato gran parte dello spettacolo a duettare con alcuni ospiti, canzoni non sue e non molto impegnate appunto.
era pure il suo 73simo compleanno e, diceva la sosa, era felice di festeggiarlo così.
sicuramente l'operazione marketing delle nuove leve argentine era palese, come suggeriva Paula, ma per noi non esperti è stata comunque un'esperienza preciosa, davvero.
e scoprimmo così pue una simpatica e bella brasiliana che risponde al nome di marcia castro sulla quale mi documento e vi faccio sapere presto.

2) stasera i sigur ros e me li sono persi, auditorium esaurito beato a chi se li è visti, siouxsie è passata e io non me la sono sentita di andare a vederla, non ho troppa forza d'animo e mi poteva veramente venire la depressione indi per cui ho dato forfait.

3) My little crazy L* mi fa conoscere questa signorina di cui non sapevo nulla, Camille Dalmais, in arte solo Camille trentenne parigina che in effetti non sapevo di avere già sentito nel gruppo nouvelle vague [che pare sia la traduzione in francese della parola portoghese "bossanova"] che imperversavano qualche anno fa, un gruppo in cui si alternavano diverse voci femminili, tra cui Camille che riproponevano pezzi new wave e punk in chiave bossanova (mitica la versione dei joy division "love will tear us apart" e "a forest" dei cure che vi metto qui!)
e allora avanti mulo...
dispiaciuta del fatto che si è esibita il 2 luglio a roma e io non se sapevo nulla cavolini, mi scarico i suoi album che vi elenco dopo, le fil è la cosa più interessante, ma anche l'ultimo lavoro mi è piaciuto assai  (da cui è tratto il tormentone di oggi).
poco si sa della signorina camille, come vita privata, ma poco male, che a noi non amanti del drama non piacciono molto i cazzi privati quanto piuttosto il fatto che sia un'artista molto innovativa, curiosa, intrigante, che propone una musica personalissima carica di beatbox, jazz, funky e pop raffinato, come si usa dire ultimamente.
e siccome anche io penso che "ce l'ho e non mi viene da dio" beccatevi sto testo così divertente e provocatorio, decisamente:

allez Camille Simon Sonia allez
allez Camille Simon Sonia Florence allez
allez Camille Simon Sonia Florence Hervé allez
I didn't get it from the lord
But i know i got it
I know i got it
I didn't get it from the lord
I got it from my brother
I didn't get it from the lord
But i know i got it
I know i got it
I didn't get it from the lord
I got it from my brother
I got it from my sister
I got it from my mother and father
I got it from myself
Papa dépêche toi
Ton coca va être froid
Papa dépêche toi
Ton coca va être
ton coca va être
froid
dépêche toi
Ton coca va être froid
Papa dépêche toi
Ton coca va être
ton coca va être
1 2 3 4
I didn't get it from the lord
But i know i got it
I know i got it
I didn't get it from the lord
I got it from my brother
I got it from my sister
I got it from my mother and father
I got it from myself
from my father in law
and my brother in law
and my sister in law
and my uncle in law
my cousin in law
my god father in law
my step father in law
my step sister in law
what about my hamster hamster in law
from the roots deep down my family tree
grows my branch and music sets me free
Papa dépêche toi
Ton coca va être froid
Papa dépêche toi
Ton coca va être
ton coca va être
froid 
 
discografia:
 
- Le sac de filles, 2002 
- Le fil, 2005
- Live au Trianon, 2006  
- Music Hole, 2008
 

che c'entro io con sex and the city?

   

mi sveglio e in mente ho

01 The Backlash Blues.mp3

hey, post on the run che tengo miliardi di cose da fare e io il tempo non so proprio che fine faccia peggio dei soldi!

ok mia sorella mi ha convinta a dedicarmi a guardare finalmente la serie del titolo, la sapete tutte lo so.

non mi ha mai intrigata non so perchè, forse perchè ero più attirata da l world e altre serie meno come dire fighe etero forever, ma devo dire che alla fine mi sta piacendo.

alcune puntate sono noiose come il dottor zivago sparato alle tre di un torrido pomeriggio estivo, ma altre sono veramente spassose.

in particolare nella prima serie c'è sta scena che io personalmente ho trovato esilarante ed è applicabile esattamente alle lesbiche come alle etero.

e samantha è il mio idolo ovviamente, che ne parlamm a fà so msml (male-minded lesbian), you know!!!

carrie: stai dimenticando un dettaglio importante: le donne tradiscono

charlotte: sì, ma è completamente diverso

samantha: e cioè?

charlotte: noi non andiamo in giro a saltare addosso a tutti gli uomini che forse ci attraggono
 

samantha: non è vero,  parla per te
 

charlotte: non siamo spinte dal testosterone
 

carrie: e allora da cosa siamo spinte?
 

charlotte: le emozioni
 

samantha: vorrai dire gli ormoni
 

charlotte: no quella vocina interiore che ci dice è lui per sempre, è lui per sempre

samantha: tesoro, non puoi stare a sentire ogni stupida vocina che ti suona nel cervello: diventerai matta

la amo

ps. sull musica di oggi: era un infinità che non riuscivo più ad ascoltare questo pezzo senza scoppiare in lacrime, maledizione, oggi è stato bello rimetterlo e farmi una grande risata.

Cancion de las simples cosas

 
mi sveglio e in mente ho
 
 
due parole per convincervi a vedere il concerto di Mercedes Sosa, brutte pigre che non siete altro, so che qualcuna apprezzerà:
 
classe 1935, argentina, una specie di Fausta Vetere (ma più vecchia per carità;), visto che ha fatto parte di una compagnia che si può paragonare alla nuova compagnia di canto popolare che ha lavorato negli anni '60 per il rinnovamento e la diffusione della musica popolare del suo paese.
neanche a dirlo nonostante pare non fosse impegnata in nessuna attività sovversiva se non quella di cantare, durante la dittatura le fu proibito di esibirsi e quindi decise di andare via, tra la francia e la spagna, dove resta fino all '82.
ovviamente cantare per mercedes era molto molto sovversivo, e  le sue canzoni e i testi scelti erano profondamente scomodi, sia politicamente che socialmente, i dittatori non sono scemi.
ora è anziana, canta seduta e magari fa un pò tenerezza, ma è una signora che si deve guardare prima che scompaia (grattati mercedes, grattati) come tutti i vecchi della musica popolare almeno una volta nella vita.
 
to sing along:
 
Uno se despide insensiblemente
de pequeñas cosas
lo mismo que un árbol que en tiempo de otoño
muere por sus hojas.

Al fin la tristeza es la muerte lenta
de las simples cosas
de esas cosas simples
que quedan doliendo en el corazón.

Uno vuelve siempre a los viejos sitios
en que amó a la vida
y entonces comprendes
como están de ausentes las cosas queridas.

Por eso muchacho no partas ahora
soñando el regreso
que el amor es simple
y a las cosas simples
las devora el tiempo.

Demórate aquí en la luz mayor
de este mediodía
donde encontrarás
con el pan al sol la mesa tendida.

 
 
e per farvi vedere come era vi posto anche il video di un altra canzone meravigliosa sul tubo.
enjoy
 
 
discografia minima
 
Yo no canto por cantar, 1966
Homenaje a Violeta Parra, 1970 (Violeta Parra è una cantante cilena poi ve la racconto)
Hasta la victoria, 1972
Mercedes Sosa, 1979
 
 
mercedes sosa 09/07
auditorium parco della musica
roma

cristina dona' live at Villa Ada 27/06

 

mi sveglio e in  mente ho

03 - Cristina Donà - Leclisse.mp3

oh beh complimentoni alla Cristina.

ieri concerto a villa ada, arrivo che è già cominciato, non per colpa mia.  io devo sempre ricordarmi di avviarmi da sola ai concerti, che ci si vede lì.

anyway.

la cristina è una donna veramente notevole, non sapevo che il suo pubblico fosse così gaio, non vedevo tante coppie lesbiche e tante superchecche cantare a squarciagola senza ritegno dall'ultimo pride.

altri mille punti: vuol dire che la sua musica è assolutamente fruibile e le sue parole sono capaci di interpretare le emozioni di molti.

lei è una cabarettista nata.

scherza, fa battute, vocine per presentare i pezzi, si prende per il culo da sola, cerca di coinvolgere il pubblico [esilarante quando chiede a due persone di venire a ballare un valzer sul palco e si presentano una tipa troppo simpatica e una completamente ubriaca, ci siamo ammazzati dalla risate e lei pure].

la donà si scorda le parole, e mi fa ridere questo fatto perchè ci scherza su anche, durante i pezzi.

il fatto è che quando il tuo pubblico canta le tue canzoni dall'inizio alla fine e tu sbagli le parole o ti spari la posa (che è un espressione nostrana per dire strike the pose proprio, stile vogue, ma inventata molto prima del vogue n.d.t.) e fai finta che lo fai apposta a cambiarle oppure soccombi e ti fai una risata.

la band ha le palle e gli arrangiamenti sono davvero interessanti, mi piace l'impatto dal vivo dei suoi pezzi.

non sono un esperta e non la seguo da anni, come invece molte altre persone tra il pubblico, ma ho recuperato la sua musica da un pò di tempo e sono felice che le mie aspettative live siano state addirittura inferiori a quanto è riuscita a mettere sul palco questa donnina qui.

respect sorella, massimo rispetto.

avrei voluto suonasse anche "niente di particolare", ma non si può avere tutto e sarà comunque un motivo in più per andare a rivederla presto [oltre che a farmi firmare un suo cd, da vera groupie].

non ho tante idee ne cose da dire stamane, ho il cuore che mi scoppia in petto e il cervello completamente fottuto, in balia di una tempesta incontrollabile.

vado a fare un tuffo per schiarirmi le idee. o almeno rinfrescarmi la cabeza. 

1973


mi sveglio e in mente ho 

 01-be_your_own_pet-super_soaked.mp3

(che è proprio come sarò fra qualche ora: super soaked) 

oggi compio 35 anni.
post personale, chiedo scusa.
il 1973:
1) inizia di lunedì. anno del bufalo nel calendario cinese.
2) finisce ufficialmente la guerra in vietnam
3) franca rame viene rapita e violentata
4) la prima telefonata col cellulare
5) a napoli scoppia un epidemia di colera (ma guarda un pò;)
6) si suicida allende mentre pinochet fa il suo golpe
7) mike oldfield pubblica "tubular bells", i pink floyd "dark side of the moon", tom waits "closing time"
8) si sciolgono i doors, i jefferson airplane e i velvet underground
9) si inaugura il world trade center e scoppia lo scandalo watergate
10) la grecia diventa una repubblica
11) eclissi solare
12) Billie jean King (la tennista lesbica) batte il tennista Bobby Riggs 6-4 6-4 6-3
13) L'associazione americana degli psichiatri cancella dal DMS II la patologia dell'omosessualità.

non male.
io odio il giorno del mio compleanno, lo so che è particolarmente adolescenziale, ma è così da sempre.

lo odio perchè vorrei che fosse un giorno particolare, lo desidero da sempre.
e invece è sempre una giornata del cazzo.
qualsiasi cosa pensi o provi ad organizzare fallisce, non so perchè.

col passare degli anni mi viene una tale angoscia quando si avvicina il 22 giugno che ho voglia di andarmi a nascondere da qualche parte.

avevo pensato di farlo quest'anno, di spegnere il cellulare e sparire per un giorno.

varie persone mi hanno fatto cambiare idea, promesso che mi avrebbero portato di qua e di lì, avremmo fatto questo e quello: ovviamente, che lo dico a fare, nada de nada.

forse sopravvivo anche quest'anno.

ce l'ho quasi fatta. fuck.

p.s. ce l'avevo quasi fatta: la donna che più ho amato nella mia vita mi ha appena chiamato.
quanto si può essere felici e distrutti dalla stessa emozione non sono in grado di dire.
scopro che ci siamo incrociate, che lei mi ha vista.
continua ad ascoltare la musica che le ho regalato.
ne sono felice.
superfuckingfuck.

kaki king: atlanta rules?

mi sveglio e in mente ho

kaki king

 Kewpie Station.mp3

se questo maledetto noblogs mi facesse scaricare il template del blog ne rifarei lo stile. e invece no.
ma ci riuscirò sooner or later.


as someone may have noticed sono lesbica, o ver (veramente n.d.t.) però.
ora dovete sapere che le lesbiche proliferano, si moltiplicano la deamadre solo sa come (e io non lo voglio sapere) e sono tutte intorno a noi.
ebbene so fighe, so belle, so brave e si fanno generalmente un mazzo così.
oggi vi parlo di Kaki King, lesbica dichiarata e attivista, che poche conoscono. sigh!

apro parentesi:
[facendo parte della neonata categoria alternatives/msml (men's minded lesbian) ascolto musica che la so solamente io, a detta di molte, ma in verità credo che sia solo che passo molto tempo delle mie giornate a leggere/cercare/curiosare/scaricare/ascoltare musica, più o meno lo stesso tempo che le altre passano a farsi una quantità di pippe mentali non indifferenti]

orbene Kaki, aka Katherine Elizabeth King (meglio kaki neh) classe 1979, dico 79, Atlanta (Georgia, stessa provenienza di Shannon Wright ;-) è una chitarrista. punto.
scrive delle cose molto intense, ed è molto tecnica: mescola in modo affascinante la tecnica del fret-tapping [che sarebbe quando percuoti le corde con la mano che fa gli accordi facendole suonare battendole] a quella di slap bass [che sarebbe quando  slappi in gergo, ossia suoni il basso alternando colpi dati con il pollice e strappi alle altre corde con il resto della mano ritmica] fondamentalmente facendo uscire un suono molto percussivo e ritmico.
avrà a che fare col fatto che suonava le percussioni prima di dedicarsi alla chitarra?
in italia la distribuisce Mechanism Records che vi consiglio di visitare anche per altri consigli very cool, headquarter in quel di Messina [solo per questo un bacio in bocca].

leggevo un pò di interviste che ha rilasciato e mi colpivano queste risposte:


Il brano giusto per svegliarsi al mattino?

Smack My Bitch Up dei Prodigy

Al primo appuntamento che canzone si puo' mettere nell'autoradio per conquistarti ?

Qualcosa di Barry White

Senza pensarci molto, qual'e' la cosa piu' bella dell'essere musicista per Kaki King ?

Poter bere birra gratis

lovely uh?



discografia:

Everybody Loves You (2003)
Legs to Make Us Longer (2004)
...Until We Felt Red (2006)
Day Sleeper (Australian tour EP) (2007)
Dreaming of Revenge (2008)

shannon wright live al circolo 16/06/08


mi sveglio e in mente ho
Shannon Wright
 
niente altro che questa donna straordinaria.
sale sul palco timida e chiusa come sempre, si siede al piano e attacca "defy".
non è una diva, non è una stangona, non ha la minigonna, non si vedono nemmeno gli occhioni sotto i capelli scompigliati.
non ha la voce più bella della terra.
le sue canzoni non sono orecchiabili.
le corde che tocca credo non siano vive dentro tutti.
e non è una questione elitaria di sensibilità.
è un modo di cantare, di urlare, di suonare e di muoversi che ti piace o non ti piace.
o è un modo tuo o non lo è.
o ti fa incazzare e piangere, come succede a me davanti a lei, oppure non credo che ti smuova più di tanto.
la considero una cosa assolutamente straordinaria, e di difficile comunicazione verbale.
non l'accompagna nessuno stavolta, niente batteria (con la quale in genere si accompagna) e niente basso (come nelle ultime esibizioni).
lei, il piano, la chitarra elettrica, l'acustica.
è un set ancora più intimo e solitario. le si addice. 
e la cosa bella è che quando suona "portray" (che come una timida groupie le chiedevo in silenzio) o "black little stray" la batteria la senti e la vedi.
è lei. 
noi non abbiamo molta importanza apparentemente, non ci parla, non ci guarda se non per pochissimi secondi.
sembra decidere sul momento che fare.
quando va via e poi torna e poi va via di nuovo e ritorna per suonare un ultimo pezzo ci saluta con la mano sul cuore senza dire una parola.
ti fa venire voglia di abbracciarla. punto.
 
p.s. essendo una groupie coi fiocchi ho aspettato andassero tutti via, ho chiesto al tipo del merchandising (un francese...) se c'era una speranza di firma del cd "over the sun" (che ho ricomprato e che vi tocca scaricare ora) e lui mi fa sì che si può fare ora andiamo.
e andiamo.
e lei mi viene incontro e mi guarda e mi pare che la timida è lei.
mi sento così inutile perchè dovrei sapere cosa dire e come.
mi firma il cd.
shannon, scrive. 
vorrei dire mi fai emozionare e sai cosa provo, e glielo dico a mio modo.
lei mi guarda negli occhi fisso.
è piccola. 
le accarezzo la spalla e il braccio, lei fa lo stesso con me.
grazie le dico, "no really, thank you to you" mi dice.
sembriamo due sceme (almeno io di sicuro).
siamo sorelle.
chissà che un giorno non glielo riesca a dire meglio.   
 
p.s. 2
a san francisco due donne che si sono amate per tutta la vita si sposano.
stasera un brindisi al vostro abbraccio

tonite tonite i just wanna hear shannon wright

mi sveglio e in mente ho   
 
shannon wright day.
io la adoro e non vedo l'ora di ascoltarla stasera al circolo.
are u comin' girls?
dont think so...conoscendo la vostra ualleramma...
domani live review, no nso se me o sopporto moltheni però.
se capitate da ste parti fate un fischio eh. 

I can feel it ovvero AllWave philosophy

 

mi sveglio e in mente ho

01 - The Breeders - Overglazed.mp3

 

 
The Breeders sono una di quelle band di appoggio, nata un pò per caso che poi cominciano a vivere di vita propria.
antefatto:
durante gli anni '90 tra le band più importanti si annoverano indiscutibilmente i Pixies, per la loro musica, per la loro immagine e per kim deal (sorry frank!).
kim deal era la bassista dei pixies e in generale una delle bassiste che più ha influenzato noi donne nate nei 70, che non volevamo solo cantare nelle band che creavamo, ma volevamo pure suonare.

Kathleen Hanna        
Kim Deal
Kim Gordon


Sicuramente nella mia vita hanno avuto molto peso le tre K altro che le tre J [con tutto il rispetto per Janis che mi ha fatto da colonna sonora alcolica per una vita intera].

Devo dirvi qualcosa dei Pixies?Non dovrei, nel caso vi foste dimenticate di metterli in bacheca i must sono almeno Surfer Rosa e Doolittle, e non aggiungo altro [se ci mettete pure come on pilgrim primo ep, meglio].

Ok, i pixies si sciolgono, o come fa molto figo dire adesso si prendono una lunga pausa, Frank Black/Francis Black cantante principale e chitarra, nonchè autore dispotico di buona parte dei pezzi alla fine non è mai riuscito davvero a convivere musicalmente e creativamente con Kim [basso, voce] che in realtà è quella che ne usciva più sacrificata nella band.

i pezzi proposti da lei fondamentalmente non venivano presi in considerazione dalla band e da Francis in particolare che firmava praticamente tutto quello che suonavano, e visto che l'unica volta che accadde con la canzone GIGANTIC, ne viene fuori un pezzone fantastico, le cose non erano proprio perfette.
Già un pò di tempo prima del loro scioglimento, mentre era in tour con i Pixiesinsieme alle Throwing Muses, Kim comincia a progettare qualcosa di diverso con una delle Muses (Tanya Donnely) THE BREEDERS appunto[che era il nome che usavano kim e sua sorella gemella Kelley quando stavano al college].

Il debutto con l'album "Pod" è interessante [con il batterista degli Slint e Josephine Wiggs al basso], curioso che le due per un problema contrattuale non possono essere co-autrici di uno stesso pezzo [!!!]per cui decidono di mettere nel primo i pezzi della Deal e poi incidere quelli della Donnely nel secondo.
Non succederà mai perchè nel secondo, prorompente album delle Breeders Tanya non ci sarà, sostituita dalla copia tossica di Kim (la gemella Kelley].

Last Splash (1993) è soprattutto il singolo "cannonball" è una bomba [e il video lo girano Spike Jonze e Kim Gordon, yes proprio lei]

Poi viene che la Kelley ci da troppo dentro con la droga [l'anno dopo viene arrestata e costretta ad un centro riabilitativo] e la Kim non ce la fa a stare ferma e mette su the amps, l'unico disco che produce con questa band [the pacer] è bello e vale la pena.
Si arriva al 2002 e finalmente the Breeders sono di nuovo fuori con un album, non un granchè [title tk], ma che dà il via alla filosofia "ALLWAVE" che, lo so che vi sorprenderò, è il vero soggetto di questo lungo post.
A conclusione la band ora è composta da: Mando Lopez al basso e Jose Medeles alla batteria , Kelley e Kim sono di nuovo alle chitarre [un pò ingrassate e invecchiate, mi pare di notare dalle foto], ma il nuovo Mountain Battles è bello e divertente.


Ora la filosofia ALLwave:
avete presente più o meno la filosofia del movimento Dogma '95, riassumibile in niente trucchi niente inganni?
ecco una cosa del genere applicata alla musica è appunto al filosofia Allwave, niente digitale, niente computer, niente tecnologia a pulire, ripulire o falsificare.
analogico a palla.
solo analogico con levette da regolare, tirare su o giù a seconda dei gusti e dei casi, e se dimentichi il livello cazzi tuoi.

Ovvero più precisamente:

Registrare un disco secondo la filosofia allwave significa usare solo strumenti analogici in tutto: registrazione, missaggio, produzione, post-produzione e masterizzazione [si anche la materizzazione su vinile è stat fatta con una tecnica solo analogica].
nessuna fase deve utilizzare strumenti digitali , computer o altro che in qualche modo possano falsificare o modificare quello che l'artista ha effettivamente suonato.

Registrare allwave significa che non si usa nemmeno l'accordatore. Chiaro il concetto?

il logo che vedete sotto è stato commissionato da Kim per lanciare questo movimento, e sono sicura che molti dischi usciranno nei prossimi anni con questo marchio a certificarne la filosofia.


e' una cosa impegnativa, e le implicazioni sono interessanti: non è solo un fatto musicale è anche un fatto politico, e in questo momento penso che ci vorrebbero un sacco di gruppi allwave in tutti i campi. 

Sarebbe stimolante pensare come impostare su queste idee altre cose, tipo ad esempio mettere su un festival AllWave?


28/05 feist live review ovvero sti canadesi so proprio forti

01_life_in_grey.mp3

  mi sveglio e in mente ho

Jade McNelis/life in grey 

 

  avrei dovuto scrivere questo post qualche giorno fa (sorry omaha!), ma manca davvero il tempo ultimamente e non so neanche che ne faccio di quel poco che ho.

Allora l'idea era andare a vedere FEIST in buona compagnia, che diventava apparentemente sempre più numerosa col passare dei giorni, ma alla fine al Piper, a farsi circondare da scalmanate uagliuncelle [ragazzine n.d.t.] fashion, più o meno di tutte le nazionalità, ci è andata la sottoscritta, da sola.

shame on you.

prima di rievieware mi viene in mente l'articolo di Carrie di qualche giorno fa in cui parlava delle fantastiche line up di alcuni festival in giro per il mondo, di quanto avesse voglia di andarci e di quanto ogni volta si pentisse causa cessi inutilizzabili, punkabestia vomitini, alcool in quantità impossibili e nocive alla socialità ecc. ecc.

Ovviamente, essendo virtualamica mia, ci va sempre lo stesso, esattamente come faccio io, perchè durante un concerto poi si emoziona e ne vale sempre la pena.

Ora, chiedeva ai suoi lettori di dirle se vanno ancora ai festival o no e perchè: Carrie sta sui quaranta e i suoi lettori pure se non qualcosina in più, e la linea generale è che alla fine non ci si va ai festival, non ci si va più a causa dei cessi, dell'alcol, degli adolescenti attaccabrighe e violenti, del vomito e del piscio everywhere e così via.

Tutto questo per dire:

1) che per fortuna non sono l'unica ad avere amici pallosi

2) che siccome sarò costretta a passare l'estate qui a Roma sto per preparare una lista di eventi/concerti/festival a cui voglio partecipare e se qualche virtualpotenzialamico volesse farmi compagnia mi fa piacere, i miei amici tengono troppo la uallera (sono pigri n.d.t.).

 

MA ora FeIsT.

Location:

il piper penso sia il posto in assoluto, in tutti i paesi in cui sono stata a sentire musica, che mi fa venire l'angoscia. è brutto, tamarro, puzza e secondo me se succede qualcosa muoriamo tutti.

mi fa pensare alle discoteche in cui si andava da ragazzine la mattina. squallor.

per fortuna l'impianto audio non fa pandant con la scenografia (io non posso stare in un posto dove ci sono le colonne finte)  e si sente discretamente: certo non ci ho mai sentito suonare gruppi che hanno bisogno di potenza, la roba folk se pò fa.

Audience: 

Direi che l'età media era intorno ai 23 con picchi tipo me e intorno ai 16. Fidanzatini con le fidanzatine, fidanzatine con le fidanzatine e fidanzatini con i fidanzatini.

Di tutto.  Con un solo minimo comun denominatore:  tutt* vestiti più o meno fashion tranne me e il papà di una ragazzetta che stava pochi passi più in là.

Cantavano tutte le canzoni, battevano le mani quando le dovevano battere, facevano foto con i cellulari e si sbaciucchiavano dalla gioia: divertente.

Band: 

Tre fratelli + 1.

I tre fratelli suonano tastiere/tromba/percussioni, basso/tamburello/flicorno, batteria/tromba/percussioni. Il + 1 suona piano e chitarra. Bravi e simpatici, attenti alla sua voce e ai suoi ritmi.

Feist:

Che è una brava musicista si sapeva.

Che è una ottima cantante con una voce dotata si sapeva.

Che le canzoni che scrive siano orecchiabili, leggere, intense e fluide si sapeva.

Ma che era pure simpatica non si sapeva!

La cosa che mi ha più impressionata davvero è stata la sua voglia di chiacchierare e di raccontarci di lei: di come il governo canadese le dovrebbe dare un lavoro come ambasciatrice vista la quantità di canzoni che ha scritto in cui parla della sua terra [nonostante viva a Parigi dal 2000], di quando 8 anni fa ha suonato al forte prenestino [immagino con i Broken social scene, per chi non lo sapesse una indie band composta potenzialmente da 19 elementi, tra cui feist ed emily haines (la cantante dei metric,gnurant) tutta gente della scena indie di Toronto] e di come si era divertita [esiste ancora il forte ci chiede] e di quanta bella gente avesse conosciuto, e allora dal pubblico una tipa urla un nome e lei dice: non ci posso credere, io e te dobbiamo assolutamente parlare dopo lo show, e di quando fosse rimasta estasiata da Roma e però era andata a vivere a Parigi, ma ora si comprava una vespa e si trasferiva sicuro, e poi perché quel ragazzo stava riprendendo tutte le cazzate che diceva con il suo telefonino, e soprattutto che cacchio di hard disk aveva quel telefonino, più grande del suo laptop stava riprendendo da un’ora!

Insomma un fiume di stronzate su di lei, la musica, il canada e i canadesi.

Ma divertenti e continuamente intervallate da: scusatemi ma certe volte non mi regolo proprio e straparlo, ma ho voglia di chiacchierare.

Franca e solare, veramente. Una che mentre canta incita il pubblico ad aiutarla perché così ne riceve energia per un altro acuto.

La scaletta è ben congeniata: alterna momenti soft e più esplicitamente folk come in the park alle punte decisamente pop di 1234 a sprazzi più intimi e jazz come in the water.

 

1234 la cantano davvero tutti così come mushaboom [ohohohohohohooh] è piacevole, un po’ adolescenziale ma considerato che lei ha solo 3 anni meno di me posso cantare pure io o no?

Mi è sembrata una donna piena di risorse, divertente e felice della sua vita.

Ha suonato due ore, ha divertito, non si è risparmiata e ci ha fatto cantare come dei bambini.

Più di questo non so.

riot girrrls seconda puntata ovvero di come la girl style revolution prese piede

 mi sveglio e in mente ho

Sleater-Kinney - All Hands On the Bad One - 02 - Ironclad.mp3

nella prima puntata si parlava soprattutto delle origini del riot movement e dei legami che questo movimento ebbe con tutta una serie di altre espressioni oltre alla musica vera e propria.
ci sono alcune altre band, minori secondo il mio personalissimo gusto musicale, che si affaciarono sulla scena nei primi anni novanta, che non sono state citate nella puntata precedente, alcune ve le segnalo alla fine del post.
come dicevamo la musica e anche la tecnica, non erano un aspetto fondamentale delle prime produzioni riot, ma a mano a mano che le band proliferano la qualità cresce notevolmente così come la varietà.
mi preme qui segnalare le amatissime Sleater-Kinney che per quanto non particolarmente esposte su un piano politico, hanno dato una sferzata notevole alla musica delle riot nel 1995 con l'album "Call the doctor".
Corin Tucker e la mitica Carrie Brownstein, di cui spesso vi parlo, sono delle musiciste incredibili.
La prima aveva fatto parte delle Heavens to Betsy e la seconda come detto delle Excuse 17.
l'uscita degli album di cui parlavamo, i concerti, le zines crearono un grosso clamore anche mediatico intorno al riot movement. nella seconda metà degli anni novanta un pò dappertutto negli states troviamo all female bands che del tutto o anche solo in parte condividono l'idea di base del movimento e contribuiscono ad evolverlo verso altro. nascono etichette, collaborazioni, nuove band da costole di altre. ma ciò che conta è che il meccanismo era stato innescato e ognuna  sapeva ora imbracciare una chitarra o un basso o mettersi dietro una batteria e strillare o a sussurrare le proprie cose con un grado di libertà maggiore.
la cosa più importante quindi è la nascita di una schiera di musiciste indipendenti, che hanno stimolato e ispirato altre musiciste a prendere possesso del palco, come mai si era visto prima nella storia della musica.
pensate ad una musicista, non un cantante, una musicista degli anni '60 o '70.
si contano sulle dita di una mano o sbaglio.
pensate al dopo riot.
nessuno ci fa più caso se al basso o alla batteria c'è una donna, per molto tempo non è stato così.
artiste che non sono direttamente legate, come pj harvey devono tanto a quello che è stato fatto da queste pioniere della storia della musica femminile.
il ladyfest è un esempio di come le cose incominciate dal riot movement, continuino a produrre e influenzare le artiste contemporanee più di quanto possiamo immaginare.
il ladyfest fu messo su nel 2000 da Sleater-Kinney, Cat Power, Neko Case tra le altre, e continua ad esistere e ad essere organizzato da altri gruppi di donne in tutto il mondo, qui trovate quelli europei.
Oppure la Mr Lady Records [che ha chiuso i battenti qualche anno fa] che ha prodotto musica femminista e lesbica  come quella del Le Tigre, The Butchies, Electrelane, Amy Ray, Sister Spit.
Se fate una ricerca su internet trovere centinaia di siti in cui i temi femministi e lesbici vengono sviluppati tenendo presente che questo movimento, questi gruppi di giovanissime donne hanno dato una spinta radicale a quello che è stato più volte definito il terzo femminismo, ma che personalmente ritengo un femminismo sostanzialmente diverso.
diverso perchè, per quanto i temi fondamentali [aborto, eguaglianza economica, libertà sessuale ecc.] siano identici, il linguaggio è davvero nuovo, riscrivendo totalmente un femminismo che in quegli anni arrivava vuoto, formale e in un certo senso di maniera, senza una reale attinenza con quello che la vita delle ragazze era in quel preciso momento storico.
peccato che in italia questo non è ancora avvenuto.

piccola discografia obbligatoria [non in ordine cronologico e ovviamente non esaustiva non posso fare mica tutto io]:

Frightwig [Cat Farm Faboo]
Sleater Kinney [Call the doctor]
The Donnas [American Teenage Rock 'N' Roll Machine]
Babes in toyland [fontanelle]
L7 [smell the magic]
Slant 6 [soda pop]
Spider and the webs [bumpidee]
JAck off jill [sexless demons and scars]
the murmurs [pristine smut]
free kitten [Unboxed]
cake like [delicious]
Cadallaca [Introducing Cadallaca]
Erase errata [Other Animals]
veruca salt [american thighs]
Ovarians [Crocodile Tears ]
tribe 8 [Fist City]
the butchies [Are We Not Femme?]
Julie Ruin [Julie ruin]
heaven to betsy [Calculated]

about jeanette winterson e la salsa di pomodori

mi sveglio e in mente ho
Pam Grier/Long time woman 
 
weekend nella diossina e nella munezza (lo sapete che significa, lo sapete) posso farvi un veloce quadro di come è, quando torno in questa città che mi ha cresciuta, è così facile: venerdì sera passato MOLTO impegnati nel solito bar-hopping (ma dovrei scrivere bar-hoping, nel senso di sperare di trovarne uno dove hai voglia di restare per più di tre minuti) con il solito immancabile risultato: NOIA (a tratti interrotta da vero e proprio fastidio).
E ve lo dico con tanta tristezza e con al consapevolezza di non essere riuscita a fare nulla di nulla in questa città, di non averla sentita mai mia, di non avere mai provato coinvolgimento serio e profondo per la sua storia, anche quando facevo politica un secolo fa, anche quando suonavo un secolo e mezzo fa, non con presunzione.
 
Scopro un paio di gruppi interessanti [perchè quando la gente parla, pure dall'altra parte del tavolo, pure se non si rivolge a me, io ascolto] di cui spero di parlarvi presto: giovani (femmine of course) casertane talentuose e grintose. mi inchino.
 
va avanti il drama, va avanti anche senza di me, incredibili le lesbiche.
quando pensi di sapere tutto, scopri che non era abbastanza, davvero. 
ho solo voglia di partire, partire con due o tre cose in spalla e niente altro che me.
ma non si può. bisogna "FRENARE" questa voglia, e costa.
Mettere un freno al proprio spirito che chiama. mettere un freno alle cose che sai di non poter gestire ora e qui.
cose difficili, guys, difficilissime.
 
ma back to the serious stuff, non c'è bisogno che vi dica chi è jeanette winterson, che dà il titolo a questo post scombinato, scritto in un posto che non mi appartiene su un pc che mi fa impazzire, sapete chi è pure se non avete letto niente.
 
ok in genere quando dici a qualcuno gay (maschio) che ti piace la winterson le risposte sono:  
1) mhm troppo romantica
2) mhm troppo lesboromantica
3) mhm troppo lesbica
4) na, troppo furbetta
 
e allora diciamo che tutte queste cose siano esatte e la winterson sia una lesboromantica, davvero lesbica che è anche un pò furbetta. diciamolo.
volete sapere perchè la adoro?
supponiamo che abbiate risposto sì.
la adoro perchè scrive cose che io penso e non so scrivere così. la adoro perchè forse alcune cose che lei ha scritto e raccontato le ho scritte e raccontate nella mia testa mentre le vivevo. come questa:
 
"Quando mi sento male, come ora, e tutto sembra privo di senso, mi metto a cucinare per cercare un modo di riportare ordine nel caos. Per ristabilire un equilibrio, per calmare le mie mani.
 
Salsa di pomodori
 
Prendi una dozzina di pomodori maturi e affettali per il lungo come se fossero il tuo peggior nemico. Disponili in una pentola, copri e cuoci per dieci  minuti.
Trita una cipolla senza piangere.
Taglia a dadini una carota senza rimpianti.
Fai a pezzetti una gambo si sedano come se le sue costole e scanalature fossero i solchi del tuo passato.
Unisci il trito ai pomodori e continua la cottura senza coperchio quanto basta per amalgamare il tutto. 
Aggiungi sale, pepe e una zolletta di zucchero.
Passa al setaccio o al mixer o al frullatore. Ricordati: loro sono le verdure e tu sei il cuoco.
Riscalda di nuovo a fuoco lento, unendo olio di oliva, un cucchiaio per volta, continuando a rimestare come una vecchia strega, finché la salsa avrà raggiunto il giusto grado di cedevole consistenza.
Servila sugli spaghetti, spolverata di parmigiano fresco e di basilico. A questo punto può starci bene anche dell'emozione allo stato grezzo.
Servi. Mangia. Rifletti."
 
[Powerbook/J.Winterson, 2002] 
 
Ecco perché amo la Winterson, perché io sento e penso così. e lei sa come dirlo. e grazie.
 
to sing along:
 
"I'm a long time woman
And i'm serving my time
I've been lock away so long now
I forgot my crime

I've been working on the road now,
I've been working by the sea
I've been working near them cane fields
And I wanna be free

Well ninety nine years is a long long long time
Ninety nine years is such a long long long time
Ninety nine years is a long long time
Well look at me, I'll never be free

I'm a long time woman
Ain't nobody to please
Got a natural feelings
Like a bad disease"