dic 7 2012

nuova rubrica e nuova veste di XXD che ha bisogno di voi!

Chi mi conosce sa che non amo ripetermi, ragion per cui eccovi la nuova rubrica per le lettric* formato XXD: InVidiA.

Stavolta, sempre con lo sguardo alla musica fatta delle donne, che diciamo così è il mio argomento principessa, vi segnalerò cose nuove da ascoltare, solleticandole vostre sensualissime orecchie con qualche video che mi ha particolarmente stimolata di recente.

Sono stata un po’ indecisa sul titolo, lo so non che cambia molto la sostanza di quello che racconto, però sapete com’è in quest’era qui bisogna “acchiappare” l’interesse, mi dicono, tutto sta nel saper acchiappare.

Da qui spunta InVidiA, non lo so se funzionerà, me lo direte poi, intanto eccovi i video (e le artiste) più interessanti sul web, che ovviamente a me personalmente fanno pure invidia, nel senso buono del termine, e vi assicuro che c’è un senso buono nel termine.

E prima di fare parlare le immagini, lasciatemi dire una cosa: se pure una sola delle cose che vi suggerisco o delle artiste che vi sottopongo vi interessa, vi emoziona e vi appassiona, invece di mandarmi benedizioni o di cliccare mi piace o roba così, stavolta ce li date i vostri sudatissimi eurini per XXD, così che tutte noi si possa continuare a scrivere per voi, anziché andare di nuovo in terapia?

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set 24 2012

feminist blog camp 2

e allora si avvicina il fatidico weekend di incontri, scambi, mescolamenti e incroci di bloggers e femministe o tutte e due.
tutte le info, il programma e le dritte qui

abbiamo ancora un paio di posti in macchina, per cui chi volesse andare su venerdì mattina sul presto da Roma, può contattarmi via email o qui sul blog, o provare a fare un fischio, hai visto mai.

intanto, per il piccolo racconto di com’è una radio femminsta, che succede dentro e come si può cominciare a podcastare o streammare live dal web, non farsi venire le lacrime davanti ad un mixer e cose così, durante i prossimi pomeriggi faccio un po’ di prove a questo indirizzo.

http://stream.indivia.net:8000/femblogcamp

ci vediamo a livorno!

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lug 20 2012

women in arts ovvero stavolta è toccato a me

women in arts europe è un bellissimo progetto di un’amica e appassionata di musica, maniacale quanto e più di me, che intervista in giro per l’europa donne che fanno delle cose artistiche in senso generale, esplorando le loro motivazioni, le difficoltà e gli obiettivi che si pongono.
è molto interessante confrontarsi e leggere le differenze, ma anche tanto spesso le similitudini tra donne diverse e con passioni varie, che però non si arrendono all’obbligatorio piattume diffuso, e ci danno dentro lo stesso.
e allora per una volta mi autodedico un post, anche se non è per incensare la mia persona, ma per raccontarvi in altro modo quello che faccio, ed ecco qua, grazie all’autrice dell’intervista e curatrice del blog Luisa Antunes:

 


lug 14 2012

sharon jones and the dap kings ovvero ho trovato una supersista

Ieri 13/07/12 al festival supersantos, che quest’anno ha soppiantato l’ennesima festa delli mortacci loro romana, c’era sharon jones.
La black sister che si nasconde dentro di me, e manco tanto bene a volte, non ha resistito e nonostante sonno e calura, mi ci ha trascinata con la forza. Intanto piacevole assai è stato scoprire un pubblico super vario, tutte le età, gli abbigliamenti, gli stili che per una indie snob come me, che va a concerti dove, anche se non lo diresti mai a voce alta, stai una mezz’oretta per decidere quale, quale maglietta è proprio quella giusta per quel live, quella che solo pochi possono riconoscere, e che quindi ti permetta di essere più indie di tutti [:-O], è davvero una cosa apprezzabile.
La band dei dap kings è la tipica band soul, anche se manca un piano per i miei gusti, e sono bravi e precisi. Anche loro in effetti ad una prima occhiata sembrano provenire da ambienti musicali differenti [primo premio simpatia al percusionista pelato, che ci avresti giurato fosse il commercialista della band], che però si mescolano bene, simpatici al punto giusto e attenti a non rubare la scena alla vera star.
E che star.
Dopo una piccola presentazione della band, un paio di pezzi di warm up e un pezzo dedicato alle due coriste [che potete vedere nella galleria sotto] che purtroppo per tutto il concerto erano seminascoste dagli altri musicisti, causa palco un po’ male organizzato per il numero di musicisti che ospitava, ecco che arriva lei, sharon, classe 1956, una piccoletta con le trecce, che non fa nemmeno in tempo a mettere piede sul palco che già balla e canta come un’indemoniata.
Una nota di basso, un colpo di tom la attiva istantaneamente come una bambolina voodoo bucata da uno spillo.
Meraviglia.
Penso sia esattamente tutto quello che debba essere un’artista soul: sboccata, diretta, ammicante, incazzata, comunicativa e vera.
La storia di lui che tratta la sua compagna di merda è la sua storia, la storia delle nuove scarpe appena comprate con le quali devi assolutamente uscire a fare un giro e mostrarti, è la sua storia, la storia delle danze di antenati della madre africa e poi dopo con la schiavitù in america e poi ora dopo secoli di storia è la sua danza: si toglie le scarpe, e ce la mostra e ce la racconta, ricordandoci pure da dove vengono un sacco di ispirazioni hip hop, senza nemmeno dovercele indicare.
puro soul, puro spirito.
Se qualcun* di voi era lì e ha visto una riccia con gli occhiali in prima fila con un sorriso da ebete dalla prima all’ultima nota, beh quella ero io.
grazie sharon, super sista, ogni tanto fa bene al cuore ricordarsi che non dobbiamo conoscerci per regalarci cose buone.
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p.s. Il mio solito pippone con notizie, racconti e info ve lo risparmio, vi rimando ad un wiki link.
Vi dico solo che sharon diventa famosa poco tempo fa, nonostante ci avesse provato a lungo, è l’incontro con i dap kings [la cui etichetta daptone records una funk indie label, dove potete comprare 45s a go go, è stata fondata rispettivamente dal bassista e dal sassofonista della band che si esibisce con Sharon] che le dà la possibilità di svoltare e arrivare al successo.
p.s.2 alcune foto mostrano personaggi alquanto strani, per lo stile del palco: sono persone del pubblico, un ragazzo e poi una ragazza che Sharon ha invitato ad un certo punto a salire sul palco e ballare con lei. Non so se sia stato culo, occhio o un grande pubblico, ma entrambi sono stati divertentissimi!


lug 12 2012

half die festival ovvero il roof concert

gli house concerts ormai non sono più una novità nemmeno in italia, e addirittura dal 1997 qualcuno fa anche meglio: un roof festival, nientedimeno.

La terrazza si chiama “Morpurgo Roof”, è nella zona tuscolana e dà sull’acquedotto che credo sia dell’ Aqua Marcia [ma non sono sicurissima, quindi se ne sapete di più, ditelo], il nome del roof viene da “Morpurgo Benerecetti” che sarebbe poi Gianni Rosace, un musicista [dal 1998 ha un progetto di musica elettronica che ha prodotto un po' di album, ma non vi do il link del sito che non è mai stato veramente aperto!] di cui non si trova tantissimo in rete, ma che insomma ha avuto questa ideuzza semplice semplice che pure col cambio di casa, d’obbligo per chi vive a roma, è riuscito a continuare il suo progetto negli anni, con le 4 domeniche di luglio, in cui dal tramonto per un paio d’ore potete arrampicarvi su una scala a chiocciola e salire indisturbati sul tetto di casa sua.

Troverete gli strumenti, gente che si sistema, con stuoine e asciugamani [il tetto scotta sotto le chiappe dopo una giornata di sole lugliesco] birra o vino, patatine, macchine fotografiche, occhiali da sole, voglia di fare i fighi, ma anche di ascoltare cose nuove. fifty/fifty direi, almeno per quello che è passato durante la prima data di quest’anno sotto il mio sguardo.

La musica di questo live non era granché per i miei gusti, un paio di pezzi a testa e ne avevo già abbastanza, ma sono rimasta perché ho apprezzato il fatto che fosse pieno di gente, silenziosa [a parte qualche idiota qui e lì, ma ci può stare] tranquilla e rilassata.

Girovagando in cerca di notizie scopre che nel 2003 Digital Delicatessen e Monofase [di cui non vi do il link perché non più attivo] hanno seguito lo svolgimento del festival registrandolo e tirando fuori una sorta di documentario per raccontarne la storia e anche come viene vissuto dai protagonisti [che poi sono sempre i musicisti, che peraltro suonano gratis]. Purtroppo nulla a parte un piccolo trailer sul tubo, ho trovato del doc, ovviamente se qualcun* ha link, torrent o altro si facesse sentire.

Il festival è gratis, se trovi posto ti siedi, a terra, se hai da bere bevi, se non porti scarpe aperte è meglio [sul web tutti si chiedono il perché di questa “strana” richiesta, a me pare semplicemente una attenta precauzione perché è facile che qualcuno ti cammini sui piedi] e sopratutto per entrare non devi conoscere nessuno, non devi pagare alcun biglietto, non devi timbrare nessun cartellino, non devi dimostrare di essere questo o quelo [volutamente con una l].

Devo dire, visto il tema del mio blog, che non ci sono donne nel programma del 2012, e questo ci dispiace, più attenzione alla scena al femminile è necessaria, non ho trovato le line up degli anni passati per poter fare una media di presenze, come avrei voluto, so solo che l’anno scorso la talentuosa Elisa Luu ha suonato lì, quindi non parto con nessun rimprovero, almeno per ora. A proposito di Elisa Luu, vi segnalo il suo nuovo disco, uscito per la label australiana Hidden Shoal recordings, Un giorno sospeso, se ne volete assaggiare un po’ potete farlo qui, ma poi subito metteteci dentro qualche soldino.

‘Un Giorno Sospeso’ [Album] : Hidden Shoal Recordings Store

Insomma un progetto interessante, che mi piacerebbe riproporre in chiave diversa, cioè più vicina ai mie gusti e a quello che vi propongo di ascoltare/vedere/fare/baciare. Qualcuna vuole partecipare o ha una terrazza da mettere a disposizione, non necessariamente in quel di roma?

Queste le esibizioni sul roof per Half die festival, questo luglio 2012 [cercherò di aggiornare i giudizi, se riuscirò ad essere anche alle altre domeniche, ma non vi prometto niente]:

Rotterdam (Au) [alcuni spunti interessanti, soprattutto da parte della violoncellista, ma anche loro sembravano più proporre dei ridondanti e infiniti loop, che altro]

Heroin in Tahiti (It) [a mio giudizio figa l'idea di questo surf mortifero, il loro ep si intitola non a caso death surf, ma alla lunga troppo uguali]

Dolphins into the future (Be) dolphins-into-the-future-a

Recover Band (It)

Cupp cave (Be) cuppcave

Tape loop orchestra (Uk) tape-loop-orchestra-the-word

Kaboom karavan (Be) kaboom-karavan

Abul mogard (Srb) abul-mogard

Intanto qualche mia assolutamente velleitaria foto della serata, tanto per farvi capire che c’ero davvero, non ho raccolto notiziole a destra e a manca come fanno gli “articolisti” di giornali vari ed eventuali.
[grazie a pinna per la spiegazione su come inserire la gallery di flickr qui!]
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