violent femme ovvero la giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne

mi sveglio e in mente ho 
inside a boy/my brightest diamond
 
questo post mi è venuto in mente un po' di giorni fa, ci ho pensato e ripensato su.
ecco perchè "un po' di giorni fa". ora credo di poterlo partorire, per cui...
 
sabato scorso (il 29 novembre) era la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (per dovere di precisione la giornata internazionale istituita nel 1999 cadeva in realtà il 25, ma più o meno ovunque si è tentato di fare una manifestazione il sabato), quindi manifestazione con corteo indetta da un po' di tempo, con adesioni varie e una sana impostazione non partitica.
e allora tutto bene direte voi?
ebbene no.
no, perché la partecipazione era meno numerosa di quelle dei party che organizziamo in terrazza, e durante i quali ci si diverte sicuramente di più.
no, perché non se ne può più di cortei durante i quali ci sono ancora delle femministe che hanno il coraggio di gridare "tremate le streghe sono tornate".
no, perché c'è una tale frammentazione, una tale incompatibilità e mancanza di dialogo tra quelle che dovrebbero essere le femministe e le attiviste attuali, che viene lo sconforto solo a guardarle.
no, perché le donne che subiscono violenza o che sono a rischio di subirla non c'erano.
no, perché i messaggi lanciati possono essere condivisibili, ma non smuovono nulla ne mediaticamente ne a livello umano.
no, perché non c'è alcuna forza, alcuna vitalità, alcuna spinta in nessuno dei collettivi che vi hanno preso parte.
no, perché le femministe (e lesbiche) di cui era composto il corteo non hanno più reale contatto con quello che è il femminismo attuale, le dinamiche di comunicazione, le modalità di azione e di confronto.
 
In alcuni post vi ho raccontato delle riot e di come il loro movimento, prevalentemente ispirato e in qualche modo rappresentato da giovanissime, fosse un netto e radicale rifiuto di un femminismo scialbo, privo di forza e totalmente lontano dalla realtà.
 
Ebbene ci risiamo.
O ci siamo sarebbe meglio dire, visto che qui in Italia tutto, ma proprio tutto deve arrivare con un ritardo clamoroso, tanto da perdere almeno la metà di quella che potrebbe essere la sua forza propulsiva naturale.
 
E queste riflessioni mi sono venute in mente non solo per il corteo e il confronto con i vari collettivi presenti in sé, ma anche dal prosieguo della mia giornata, come d'obbligo alla casa internazionale delledonne, a parlare dell'evento, del fallimento, delle ragioni, di ciò che accade.
 
Beh, la scena è più o meno questa: cena al ristorante, per l'occasione trasformato in una mensa non proprio popolare quanto a prezzi, bicchieri e piatti di plastica a go-go (in effetti penso sia questo che si intendesse con mensa, e fanculo l'ecologia) e una quantità di donne (99% lesbiche) sedute a chiacchierare. 
 
Quale migliore occasione per intavolare una bella serena e franca discussione, no?
 
Al mio tavolo per grazia della dea, c'era un gruppo eterogeneo, una coetanea della mia mamma che ha fatto il governo vecchio, una credo più giovane che mi sembrava avesse una bella testa, ma non tanta voglia di esprimersi, almeno in quella serata, io che stavo esplodendo come al solito per dire la mia, un'altra donna (l'0.5% etero/bi) quarantacinquenne, anche lei molte idee e anche bene espresse, e un'amica dalle idee un po' confuse, a mio parere, ma non per questo meno interessanti (per la cronaca il restante 0.5% queer).
 
E allora?
E allora è venuta fuori una bella discussione, nella quale io ho, con la mia solita veemenza, espresso il disappunto per tutta una serie di cose, che davvero ormai non capisco proprio più.
 
1) come è possibile che in un corteo del 2009 si lancino messaggi che potevano essere apprezzabilissimi 40 anni fa, ma che non credo ci sia bisogno di spiegare siano ormai ingialliti, o un tantinello fuori fuoco, se non altro.
 
2) come è possibile che in un corteo fatto da donne si senta musica vecchia quanto quegli slogan e ancora la cosa più "tosta" e femminista che si è sentita sia "rebel girl" delle bikini kill (1993).
 
3) come è possibile che in un corteo così importante non ci siano abbastanza donne da fare notizia e che alla fine i fotografi, peraltro prevalentemente maschi, erano più delle manifestanti.
 
4) come è possibile che in tutti questi anni, in centinaia e centinaia di assemblee alla fine non si riesca a creare una vera rete femminista o rete di femmine o come la vogliate chiamare, in cui artiste, pensatrici, politiche e donne attiviste possano collaborare e creare assieme, ognuna facendo quello che sa fare meglio, senza voler fare meglio delle altre. 
 
5) e ancora come è possibile che mi sento sempre come in un deja-vu, stesse facce, stesse persone che reggono gli striscioni, stesse donne che gridano dai megafoni, stesse voci che ti chiedono un contributo per l'autofinanziamento.
 
che tutto sommato volendo semplificare e ridurre all'essenziale sarebbe, sempre con la mia solita veemenza e scarsissimo tatto: che ci fate ancora qui a guidare, anzi troppo spesso monopolizzare manifestazioni, collettivi e luoghi quando ormai non avete niente più da dare, quando siete ormai lontane una quarantina d'anni su per giù da quello che è il reale femminismo.
Non vedete come la vostra pratica non ha più un peso concreto, come il vostro linguaggio sia stantio perché siamo cresciute con le vostre parole e guardate dove ci hanno portato.
 
E' una crisi talmente lunga e non affrontata che se continua così le donne cominceranno a pensare che è questo il femminismo.
 
E il femminismo è tutt'altro.
 
Le femministe sono, devono essere altro.
 
Smettetela di litigare per il ridicolo potere di decidere cose insignificanti, di guardarvi senza ricordarvi che siete sorelle, di parlare di quelle che non ci sono con invidia, perché è questo quello che vi sento fare. 
 
Parlate il linguaggio dei blog e dei media alternativi, ascoltate la musica contemporanea, traducete poesia, create reti vere, attive, comunicanti e funzionanti, perché è qui che le femministe vivono. 
 

honeybee e altre girls

 
mi sveglio e in mente ho
 
shannon wright/trumpets on new year's eve 
 
giovedì vado a rivedere la musicista che mi fa emozionare di più, di cui sopra un estratto dall'ultimo album.
sto trascinando al concerto più gente che posso, perchè se c'è una cosa cui non so resistere è: condividere ciò che amo con chi amo. 
poche news che non si tramutano in good news da un pezzo. still got hopes.
non ci credereste, e infatti neanche io ci credo, ma sto scrivendo un racconto, faticosamente, soprattutto perchè non ho dimistichezza con l'ambientazione che ho scelto e devo documentarmi.
perchè non ne scegli un'altra, direte voi, perchè mi piace questa e la fatica mi fa impegnare di più.
si chiama foxfire 2.0, per ora.
è un post laconico, questo, il prossimo sarà più interessante e parleremo delle bass guitar heroine.
meanwhile vi lascio con i miei ascolti "a palla" della settimana, ascolti deludenti e un po' di tips per lives da vedere, qui a roma.
later.
 
shannon wright/honeybee girls
the fiery furnaces/i'm going away
peaches/i feel cream [il concerto era fantastico, se si eccettua la robetta color sangue azzeccosissima che ci ha sputato addosso a fine performance, shit] 
 
album che mi hanno sostanzialmente delusa cui ho dato retta questa settimana:
carina round/slow motion addict [ma le do qualche altro giorno]
the cliks/dirty king [il cui primo album penso di avere spacciato a tutte quelle che conosco]
 
 
live:
01/10 shannon wright/circolo artisti 
08/10 pansonic/init 
22/10 mudhoney/alpheus
23/10 micachu and the shapes/circolo artisti 
29/10 evangelista/init 
30/10 ebony bones/circolo artisti
03/11 edie sedgwick/init
17/11 nancy elizabeth/init 
23/11 vetiver/init 

you're my drums hero[ine]

la seconda puntata della nostra hero[ine] series è dedicata alla batteria e alle meravigliose batteriste che sono totalmente o quasi ignorate dal pubblico e dai media in generale.

ovviamente per tutto ciò che concerne il perchè faccio sta lista, a cosa è ispirata e su quali valori decido di includere una musicista piuttosto che un'altra, vi rimando al post you're my guitar hero[ine].

ho sempre sognato di suonare la batteria, da piccola. ho preso invece alcune lezioni di pianoforte, che mi hanno dato un'infarinatura di solfeggio che mi è servita, e di chitarra che invece non mi sono servite [in quanto mi hanno solo dato l'illusione di poterla suonare, in modo del tutto inappropriato].

ma la batteria era solo un sogno. ripensandoci la repressione di genere è stata più forte di quanto mi ricordi normalmente, se rifletto su come alcune possibilità, o possibile scelte non erano semplicemente concepite, a portata di mano diciamo, come potevano essere invece altre.

il piano non ho continuato a studiarlo, per quanto lo adorassi, perchè fittare/comprare un piano era impossibile.studiare senza poterlo avere per esercitarmi era idiota.

ma in realtà da grande ho capito che avrei voluto suonare la batteria. e lo farò. prima o poi.

bando ai ricordi, eccovi le mie eroine della batteria, godetevi i video, sono artiste molto diverse tra loro che fanno musica estremamente diversa proprio a dimostrazione ulteriore della ricchezza e della varietà della musica al femminile.

divertitevi. 

Janet Weiss/Sleater Kinney

è la storica batterista delle sleater kinney ovvero storia riot. ora suona con i bright eyes, ma ha suonato con tanti artisti, steven malkmus e elliot smith tanto per dirne un paio. mi fa morire la storia di come entrata nelle sleater: le ha viste suonare e ha detto: io dovrei essere la batterista di questo gruppo, le hanno fatto un audizione et voilà. history. riot history.

Christina Files/Shannon Wright

in realtà christina files ha lavorato per un po' con shannon, ma non è legata a lei da un punto di vista artistico. negli anni 90' si unisce agli swirlies, band mitica my bloody valentine style, e successivamente li lascia per formare victory at the sea. io adoro il modo in cui accompagna shannon in questo album [over the sun]

Caroline Rue/Hole 

Le hole ebbero diverse batteriste, la prima Caroline Rue, che registrò il primo abum "pretty on the inside" prodotto dalla signora Kim Gordon, è stata la migliore la più punk, la più originale. per dovere di cronaca le altre furono (e come batteriste non se la cavano niente male) samantha maloney (motley crue) e Patty Schemel (juliette and the licks)

Tobi Vail/Bikini Kill

è la storica batterista delle bikini kill, che formò insieme a K.H. vive e suona ancora ad Olympia, la storica Olympia, e scrive, per esempio sul suo blog. questo è un pezzo della retrospettiva riot grrrl in cui tobi parla della sua esperienza.

Sheila E

La sapete tutte. famosa con prince and the revolution, ma non è solo quello. 

Maureen "Mo" Tucker/Velvet Underground

di cui poche si ricordano, avete presente i Velvet undergorund?avete presente la voce di After hours? è così che si chiama. e a proposito di tecnica, ovviamente maureen non era una virtuosa, ma come altro si potrebbe  suonare la batteria su "I'm waiting for my man"?

Cindy Blackman/Cindy Blackman Quintet

è una batterista tecnica e straordinaria, il video che ho postato ve ne darà un assaggio. ha suonato e suona molto altro, per esempio nella band di Lenny Kravitz o con Cassandra Wilson, ma ha una band tutta sua con cui incide la musica che ama di più: il jazz.

Sandy West/The Runaways

una delle batteriste più apprezzate da critica e pubblico, suonava con le Runaways di Joan Jett, di cui vi ho già parlato come una delle female band più influenti sulla cultura underground femminile.

Honey Launtree/The Honeycombs

Questa sono sicura che non la sapete avete mai sentito la band anni sessanta Honeycombs, beh la batterista era Honey Launtree, nientedimeno che una donna.

Meg White/The White Stripes

perchè senza meg i white stripes non sarebbero i white stripes.

e a concludere la topten la sfortunata Karen Carpenter, che qualcuna ricorderà come cantante insieme al fratello nel duo "The Carpenters", ma che pochi sanno fosse anche una bravissima batterista. morta di anerossia a 33 anni.

e girando sul web scopre che c'è un portale dedicato alle ragazze si chiama drummergirl è fornisce notizie, video tutorial e quantaltro per le ragazze che vogliono superare uno di pregiudizi più tosti della musica. 

altre non top, che però potreste gradire più di me:

Gina Shock [The go go's]

Stephanie Eulinberg [kid rock]

Torry Castellano [the Donnas]

Kat Kraft [Vixen]

Kitty [Mindless Self-Indulgence]

Hollis Queen [Bosshog]

e Debbie Peterson delle Bangles. chi se la può scordare?

 

new start

 
mi sveglio e in mente ho
 
 
missed me/dresden dolls 
 
fare duemila cose, che tra l'altro danno poco con cui vivere, non è una buona cosa. specie quando tutti gli altri la chiamano vacanza.
il mio personal augurio per il mio nuovo anno è: potere partire per almeno due settimane in inverno e godermi un viaggio come piace a me. 
il mio augurio per il nuovo anno a voi è: potere realizzare uno dei sogni di cui non vi ricordate quasi più.
 
sto completando il post: you're my drum hero (ine).
so che non state nella pelle, ma è dura esaminare giga e giga di musica e video, per potere davvero scegliere cosa mi piace di più e cosa mi sento di consigliarvi.
 
later 

you're my guitar hero(ine)

OK senza partire con pipponi del tipo "le chitarriste donne son brave quanto gli uomini" "se non sono altrettanto brave dipende dal fatto che hanno poco spazio e poca credibilità" bla bla bla, se conoscete lo stato delle cose andate avanti da soli se no fine.
io sono filofemmina, tutti sono filo qualcosa ebbene io sono filo femmina.
femmina è una denominazione che si conquista non la si ha per appartenenza a quel gruppo numeroso di portatrici di figa (sane e non).
e quindi quando devo scegliere, lo dico spesso e lo dirò sempre, io preferisco scegliere femmina.
a parità di condizioni o di possibilità, io dico "preferisco femmina".

la musica è un campo di applicazione straordinario di questa mia tendenza.
ho pensato di fare una lista delle musiciste che mi sembrano più interessanti (in senso di attuali o innovative) e di quelle che mi sembrano imprescindibili e storiche.
e che vi dovete sentire almeno un paio di volte come quando vi comprate il giornale o vi andate a fare i comizi o chiedete ad amici fidati solo per capire chi dovete votare.
almeno questo.
devo fare una precisazione: la lista non pretende di essere esaustiva, perchè non lo è, non pretende di essere assoluta, perchè tratta anche del mio gusto, ma sicuramente mette in conto anche aspetti tecnici oltre che stilistici.
lo sapete bene che per me è soprattutto un' occasione per raccontare di alcune donne e del loro talento.
la seconda precisazione è: a me non piacciono quelle robe alla santana, per intenderci, preferivo gli assoli, se pur interminabili, del buon vecchio jerry garcia.
lo stesso con le donne ovviamente: nonostante la scarsa fama di cui godono le chitarriste, ce ne sono molte decisamente brave e dotate, ma la maggior parte di quelle supertecniche non fanno musica che mi piace, a parte la king.
inoltre spesso mi sembra che la tecnicità sia sottolineata principalmente quando si applica a certi generi e stili musicali, vedi metal piuttosto che hard rock o blues, come se una buona tecnica servisse a fare semplicemente su e giù sul manico a velocità supersonica [bidibidibidibidibidibidibidiiiiiiiiiiiii]. 

non sono d'accordo e joni mitchell secondo me è l'esempio migliore di ciò che intendo, ossia tecnica, ma non usata in modo convenzionale, ma per creare delle armonie e delle ritmiche assolutamente originali.
ma siccome l'occasione di citare delle artiste e magari stuzzicarvi ad andare a vederle/ascoltarle non potevo lasciarmela scappare allora ho infine deciso di fare due liste, una di quelle che piacciono a me tecniche o non tecniche, di chitarriste di cui mi sogno i riff la notte e questo a me basta.

l'altra cerca di essere più neutra e anche di tenere da conto l'opinione di chi di chitarre se ne intende certamente più di me.
con un po' di fatica ma con grande cura, ecco la mia lista delle "you're my guitar hero(ine)" di tutti i tempi, ossia fino a mo', non è in ordine di importanza queste sono le mie guitar heroes(ines) le prime 10 ex aequo.

se volete darmi la vostra lista, i commenti sono aperti [i nomi linkano ai video]

Joan Jett
poco famosa con la sua all female band del 75' le Runaways, insieme all'altra chitarrista Lita Ford (che non metterò mai nella mia lista perchè se pure brava tecnicamente divenne poi troppo troppo Europe), fu diciamo così una anticipatrice del movimento riot grrrls e lei e la sua band verrano citate come ispiratrici da molte importanti protagoniste della scena riot (bikini kill, babes in toyland).
con la sua band i Blackhearts (uh!) ha inciso soprattutto cover albums, ma alcune sue cover sono più famose e sono rimaste più a lungo nelle top ten americane di quanto non fosse accaduto con le versioni originali. pure rock and roll.
Ha prodotto il primo album dei germs, ha messo su il gruppo Evil Stig con i membri dei The gits, dopo che Mia Zapata fu stuprata e uccisa, vanta collaborazioni con le artiste che adoro di più in assoluto, è lesbica e per di più è super tosta.

Joni Mitchell

Joni Mitchell 2

nel video suona un dulcimer...
devo davvero spendere parole per questa artista straordinaria che non è solo una chitarrista straordinaria e intensa, è un'autrice complessa e ricca, una musicista a tutto tondo e una pittrice di successo nel tempo libero?no vero?
i video linkati sono uno del 70' e uno invece più recente in cui suona acustico un pezzo meraviglioso incluso nello splendido album night ride home del 91' col quale mi innamorai della sua musica: avevo 18 anni e dopo 18 anni ho ancora quel vinile.
ha fatto tutto pop, folk, jazz (collaborando con Mingus) sperimentale (con Gabriel e Pastorius) insomma una hero(ein) di livelli stratosferici e considerato che adoro la sua musica sono almeno 1000 punti.

Carrie Brownstein
ok e qui ho passato giorni e giorni a decidere quale video suggerire. e non sono affatto soddisfatta della scelta. che dire di carrie, io ve ne ho parlato già non so più quante volte. è una heroin in tutti i sensi. anzi di più: è una riot heroin.

Kat Bjelland idem come sopra: kat dovrebbe essere inclusa nei programmi scolastici delle medie. E' tutto ciò che si può 

essere senza essere una virtuosa. 

Kaki King

well è una donna su cui si dicono tante cose: è superbrava/non fa niente di eccezionale, è noiosa/è grandiosa ecc. ecc. 
sicuramente ci sono altre artiste che utilizzano le tecniche che usa lei, bene e a volte anche meglio [vedi Vicki Genfan o Kelly Rudich sotto], ma poi il risultato è un insieme di cose non ultima la fantasia e il gusto.
per me ha un sound molto vario, tecnicamente di alto livello e fantasiosa, è tosta, bella e lesbica, potremmo chiederle di più? 

Suzanne Vega

sono cresciuta anche con i suoi testi oltre che con le riot lyrics, è una cantautrice prima di tutto, ma il suo modo di accompagnarsi con la chitarra credo sia se pur non virtuoso, armonioso e caldo come poche sanno fare.

Lydia Lunch

non è certo una virtuosa ma la sua chitarra insieme alla sua personalità e al suo talento sono una cosa sola.

Jennifer Finch

beh parliamo di L7, di una riot performer chitarrista che è storica e attuale, come si dice una vera pietra miliare nella storia delle donne. e pure una interessante fotografa.

PJ Harvey

anche qui scegliere è stato difficile ci sono troppi video in giro, la signora in questione ha influenzato il mio modo di suonare la chitarra [capirai direte voi] e non solo il mio.

Shannon Wright

negli ultimi anni è la musicista che mi ha emozionata di più, il suo modo di suonare e di fare suonare la chitarra è assolutamente originale: la accarezza, la morde, la scuote, le chiede di urlare per lei, la  incorpora, la vomita, la abbraccia.

menzione speciale 

Ida Presti 

nata negli anni '20 e famosa prima e dico prima di unirsi in un duo col marito.
compositrice classica oltre che chitarrista favolosa. il vero nome era Yvette Montagnon: che un nome italiano all'epoca facesse più figo?

list two: You Could Have Been my Guitar Hero(ine)

Ani di Franco

questa è la più quotata per passare nella prima lista l'ho scoperta tardi e sto ancora recuperando...

Joan Baez

non è una delle mie preferite anche se ho adorato alcune interpretazioni, ma penso sia una delle donne che in assoluto non abbiamo mai visto senza la sua chitarra. credo che questo fatto e il suo modo contrapporsi al "sistema" in modo calmo e pacato siano meriti straordinari per questo uccellino. "guess I'm antimarriage" è fantastico.

Elizabeth Cotton

la signora in questione fu completamente autodidatta e non ebbe mai alcuna nozione diciamo così tecnica della chitarra. era mancina e come musicisti più famosi di lei, ma molto prima di loro, semplicemente girò la chitarra e imparò a fare la ritmica con le dita (per la maggior parte un paio) e a fare la melodia con il pollice.  
Elizabeth smise di suonare quando era molto giovane, per seguire marito e figli e lavorare come cameriera, riprendendo solo verso i 60 anni, dopo il divorzio. ah!

una hero(ein) in tutti i sensi.
abbiate la pazienza di ascoltare il racconto di questa canzone scritta a 11 anni.

Susan Weinert

bravissima chitarrista qui in duo con contrabasso [e marito]; ha fatto prevalentemente jazz fusion (che mi piace e non mi piace) ed è indubbiamente una delle chitarriste europee più attive. Al di là del genere alcune sue composizioni sono molto belle, come quella che ho linkato.

Bonnie Raitt

Beh lei è una di quelle famose famose, suona da tutta la vita, è riconosciuta come una delle maggiori esponenti delle chiatarra slide, ha suonato con tutti i grandi che sono più famosi di lei, è nella hall of fame del rock and roll. non manca nulla. e voi anche snon ne conoscete il nome o il viso l'avete sicuramente sentita centinaia di volte in colonne sonore pop, telefilm e robe simili. provate a chiudere gli occhi.

 
Muriel Anderson [this video is for you both zoe/grunge]

è una straordinaria artista vivente, che spazia dal jazz alla classica passando per l'etnica il folk e molto altro. qualcuna/o la conosce?

Ana Popovic

33 anni, serba, la Popovic è un personaggio piuttosto noto nel blues contemporaneo. E gode anche di grande credito come chitarrista. E noi non ne sappiamo proprio nulla?  

Mimi Fox

è una delle chitarriste jazz contemporanee più brave e apprezzate da  critica e pubblico, come si suol dire, e lo è davvero secondo me. oltre a registrare e girare il mondo in tour, trova il tempo di insegnare jazz a Berkeley.

Mary Osborne

praticamente l'unica chitarrista donna negli anni '40 (chi la sapeva alzi la mano)

Jennifer Batten [ve lo ricordate l'assolo di beat it?]


E alla faccia di chi dice "chitarriste donne? io non ne so nessuna", queste non rientrano in nessuna lista, ma non ho resistito a segnalarvele lo stesso...cazzarola.

Debbie Davies [blues]
Felicia Collins [jazz]
Vicki Genfan [fusion + altro]
Kelli Rudick [altro]
Katrina Johansson [metal]
Lori Linstruth [metal]
Carina Alfie [metal]
Sheryl Bailey [jazz]
Joyce Cooling [fusion]
Janet Marlow [classica, una bella chitarra a dieci corde nel video]
Margaret Stowe [jazz e altro]
LaVerne Christie [jazz]
Monnette Sudler [etnica funky]
Emily Remler [jazz] 

Ora mi pare che l'elenco sia piuttosto nutrito, ognuno può trovare facilmente ispirazione tra queste donne, ognuno può ptrovare la propria heroine che suona la chitarra proprio come vorrei o come cerco di fare o come facevo 20 anni fa con la mia band nel garage di casa.

Quello che vorrei è che queste donne, insieme alle altre di cui vi racconto avessero semplicemente più spazio, più spazio nelle radio, più spazio in tv o nei canali dedicati alla musica, più spazio sulle riviste, ma non nel solito angolo del: "lo sapevate che anche le donne sanno suonare la chitarra e sapete cosa certe volte sono pure brave, per non parlare del fatto che certe sono anche bone", magari presentato dal mio incubo vivente quale massimo emblema dell'ignoranza più totale "vincenzo mollica".

Vorrei che avessero spazio vero. Ascolto vero. Attenzione vera. Prima di tutto da noi.

later 

it's so polite it's so polite it's offensive

mi sveglio e in mente ho

[noblogs non mi fa inserire i video o audio oggi quindi cliccate voi]

amanda palmer/leeds united

been away for a while pronta per riacchiapare i fili dei racconti che voglio farvi e dei miei ascolti.

il terrazzo/giardino [nel senso che lo spazio per gli umani è ridotto a quello bastante per curare le piante e perchè il gatto passeggi senza danni] è tutto un proliferare di foglie colorate, fiorellini profumati, piantine che si tirano su con energia e fiori in colonia [nel senso ospiti per un tempo limitato] che si ambientano.

è un bello spettacolo e fa venire voglia di vivere, cosa che dovrebbe essere concessa a tutti gli essere umani TRANNE:

- i manager superpagati

- i pedofili e stupratori

- i violenti [che spesso ritrovi a fare la fila al forte prenestino]

- tutta la classe politica italiana [senza distinzioni di genere]

questo è uno dei momenti più belli dell'anno qui a Roma: odori, colori e tramonti sono spettacolari e pochi posti in italia riescono ad incantare così. la gente resta in strada più a lungo, la parte più southern kool vieni prepotentemente fuori [con mia somma gioia] e la musica e gli eventi si moltiplicano tanto da confondere le idee.

in rapida successione vi infilo qui sotto le date più interessanti, cui conto di partecipare, al momento vi sto preparando un articoletto niente male intitolato "you're my guitar hero" nel quale vi racconto le mie eroine della guitar. a seguire le eroine degli altri strumenti per me indispensabili in una female band che si rispetti [in effetti 3].

un pò di pazienza che tengo che ffà.

Gigs in Rome/May 2009 [rigorosamente women oriented]

@ Circolo degli Artisti
11/05 Glasvegas [band di Glasgow, da cui il nome, con Caroline McKay alla batteria]
20/05 Bosshog [penso che non sia necessario parlarvi di Cristina Martinez o sì?]
10/06 Black E/E/E [che a dispetto del nome sono un progetto italiano, di gente che suona da una vita, Marcella Riccardi voce e chitarra]
@ Init
14/05 josephine foster [folk singer americana per appassionati del genere, possibilmente non dell'ultima ora]
19/05 lydia lunch [DICO LYDIA LUNCH!!!]
25/05 the veil [Sophia Burn - bassista]
31/05 Mirah + Tara Jane O' Neil [io andrò per tjo e mi roderà il culo perchè sicuro la fanno suonare 20 minuti]
@Dissonanze, Eur
9/05 Bat for lashes [odio chi si potrà permettere 36 euri per vedere 1h di questa signorina qua]

lazy post ovvero due playlist e qualche video

poche righe oggi, preferisco farvi leggere la janlist, ovvero la playlist di gennaio tutta dedicata ad artisti trovati sullo space, alcuni più noti altri sconosciuti. 

Jansoniclist

1 Deerhoof/basketball

2 Finally punk/primary colors

3 Grass widow/yellow balloons

4 Leyna Noel/standing water

5 Mirah/Joyride remix

6 OneOne/Tobe Tobe

7 OOIOO/UMA 

8 Stereo total/I love you, ono

9 The Blow/hey boy

10 Yes please/take a picture

11 Trabant/waste of time

12 No no nos/ date with a night

13 Woman year/N

14 Experimental dental school/plant plenty

15 TJO/Bluelight rooms

videos:

nuova twingo [drag queen]

nuova twingo [lola star]  

experiment #1

 

 mi sveglio e in mente ho

 

iloveyouono.mp3 

 

 

experiment #1
parti dal myspace di un gruppo che ti piace molto, e giri da amico ad amico, unica regola: evitare quelli che conosci già.
almeno dieci passaggi, nel mio caso undici, che non mi piacciono i numeri con lo zero.

yeah yeah yeahs
evito sonic youth, cat power, tv on the radio, sono molto tentata da Mary Halvorson & Jessica Pavone, poi vado per i
No No Nos che, in effetti si poteva immaginare dal nome, si rivelano una cover band inglese della band di partenza, stanno preparando materiale originale dopo avere tournato un pò come tdk, ascolto di pezzi [cazzo sono uguali] e mi imbatto nella seconda scelta: mrs potato head o deerhoof?
deerhoof che non è niente male, un pò folle, band di 3 elementi [ma va?!] con tanto di cantante/chitarrista nipponica che si porta troppo.
basket ball get your groove back non è niente male, aggiunta alla compilation de sto mese.
driblo Xiu Xiu e Why? indecisa tra experimental dental school e oneone...
oneone e così scopro satomi e saya che mi canticchiano Tobe tobe [e lo so oneone, tobe tobe, sono due due], non male il giro di chitarra, mi ricordano una versione simplex dei my little airport, ma da qui cerco qualcosa di non giapponese giapponese e soprattutto salto taxi taxi, e mi imbatto in woman year.
Woman year che a dispetto del nome è tale michael saalman, non male il pezzo di apertura N gli altri non mi si caricano, mi fa pensare a beck, passo veloce agli amici mi attira il nome scapulamanci, che sembra siculo...e invece. Scapulamanci viene dalla california, fa sperimentale caotica direi, non molto interessante per i miei gusti passo avanti mi intriga pregnant soprattutto per le immagini, surfo, ma scopro che la musica  Pregnant non mi interessa, perlustro gli amici piuttosto in fretta e mi intriga una bella femmina di nome liz liles, che però non suona o almeno non ha postato robe sue sullo space, ma sbircio ilsuo player e mi scappa l'occhio/orecchio su gli stereo total, perchè questo nome non mi è nuovo, forse perchè mi ricorda gli sterolab? forse li ho sentiti surfo sul loro space aggiungo una notina alla mia playlist di gennaio con su scritto Stereo total/i love you ono [ve lo sparo nel player], scopro che sono tedeschi di berlino, niente male faccio partire il mio bel scaricamento illegale dallo space, spulcio gli amici e mi imbatto in Pixie Vision Production...belli i suoi lavori, leggo un pò di info, segnalibro per tornarci e tra i commenti mi attira un quadro molto bello fatto da tale tashina, siamo distanti un click, colmo la distanza e scopro una bella artista davvero.
decido di scriverle un commento e di comunicarle quanto mi piacciono i suoi lavori...non male per soli 11 collegamenti, partendo dagli yeah yeah yeahs...
ci provate pure voi?
next experiment lo faccio sul tubo.
later

Ruckus soundsysdom

mi sveglio e in mente ho

Ursula Rucker/Ever Heard Of It.mp3 

 

ieri sera al Rising Love di Roma, un locale bello come struttura, che lascia a desiderare nella conduzione c'era Ursula Rucker.

E'  la seconda volta che riesco a vederla ed è sempre una botta nella stomaco e una pompata di calore e energia al cuore.

Di Ursula Rucker vi ho già parlato in qualche post del mio alterblog una poetessa che scrive delle rime incantevoli e forti e dirette che possono essere tranquillamente usate come manifesti per qualsiasi battaglia del nostro mondo malato: la violenza contro le donne, la spersonalizzazione dell'individuo, i costumi violenti e squallidi del nostro tempo e dei ruoli che vengono assegnati alle donne e ai bambini, la guerra, lo sfruttamento, l'alienazione, la sfiducia, il disinteresse verso gli altri, il marciume delle religioni e in particolare del cattolicesimo, la musica come industria e non più come arte, la strafottenza di chi da artista può dare il suo contributo e lanciare messaggi positivi e critici, le brutture della politica, il razzismo, il sessismo, l'omofobia, la paura.

Questa volta il concerto è stato ancora più intenso ed emozionante e questo, ovviamente, perchè i pochi che erano lì sapevano cosa stavano andando a vedere, e le hanno ridato l'energia e la forza che mette in ogni singolo verso che canta o recita.

E quando ciò accade Ursula è felice, ci ricorda che fa questo per vivere per sè stessa e per i suoi quattro figli e che la cosa più bella e sentirsi capita anche quando canta in un paese diverso dal suo.

E ringrazia noi per questo. E ci ricorda con il suo sorriso e con la sua passione che significa fare arte, fare musica e considerarla davvero un modo per esprimere se stessi, per mettersi a nudo e in gioco. Arte. Amore. Scambio. Connessione. Altro da me. Release, your heart, my heart. Release.

Per la cronaca si trattava dell'anteprima del suo ultimo album, prodotto insieme a king britt, uscito per la sua nuova casa di produzione fivesixmedia.

Andatevi a guardare il sito, scoprite gli artisti e i loro lavori, per darvi un idea vi traduco un pezzetto del  loro manifesto:

Fivesixmedia è un esempio della nuova rivoluzione musicale, da rivoluzionari scegliamo il suono della nostra musica come arma di scelta. In questa lotta contro le ridicole corporazioni musicali, usiamo il linguaggio universale della musica come mezzi per comunicare e presentare un nuovo piano di gioco e riprendere in mano il controllo del nostro destino. [Respect]

P. S. donasonica adolescente che è in me, e non certo nascosta, si è fatta una chiacchierata con la Ursula postshow, ci siamo fatte una risata sul suo concerto di Monfalcone dell'anno scorso dove l'avevo vista per la prima volta e dal quale se ne era andata quasi incazzata visto che nessuno, a parte me e qualche altra anima sparuta, sapeva di che stavamo parlando [stavamo parlando proprio di questo mi dice, non sapevo cosa aspettarmi da questa serata, menomale che è stato completamente diverso]. Chiacchieriamo del suo lavoro e del giro che sta facendo e di come andrà. Le dico di salutami i suoi figli, e di continuare a scrivere per noi le cose che vogliamo e dobbiamo ricordare con la stessa forza e la stessa intensità.

mi scrive: Donatella...my sista...thank u for your energy + spirit

Onelove

Ursula Rucker

 

P.S. bis STASERA C'E' LA SERATA DI CHIUSURA [NEL SENSO CHE E' STATO DEFINITIVAMENTE VENDUTO AD ALTRI] DEL TUMBLER, IL MITICO LOCALE DI DUE SPLENDIDE AMICHE ROMANE CHE HANNO FATTO CULTURA, MUSICA E ARTE PER PIU' DI SEI ANNI. lì sono nati sodalizi artistici, amori, amicizie, in mezzo a chiacchiere e birre molte di noi hanno visto cambiare la loro vita. io non le conosco da tanto tempo, ma in un momento della mia vita piuttosto burrascoso ho trovato nel tumler un luogo dove rifugiarmi, divertirmi, conoscere altre donne, perdere le persone e trovare l'amore. e' triste, ma io so che non è solo la fine di qualcosa è anche l'inizio di qualcos'altro.  

respect

scusate il ritardo parte II

  

well, well

finito il trasloco mi siedo finalmente a scrivere.

dicevamo del concerto di Joan as a police woman, al circolo degli artisti qui a Roma:  intanto, rispetto ad un anno fa, quando nella sala eravamo al massimo un 200 persone, devo dire che la fama di Joan è piuttosto cresciuta.

Non dico ci fosse il pienone, ma era certamente un pubblico da grandi occasioni, buon per lei.

Meno per noi, che non ci siamo divertite affatto.

Lei brava, indiscutibilmente, oltre che intrigante, ma per quanto la band che l'accompagna in questo tour sia tecnicamente migliore della precedente, manca un certo feeling e soprattutto la semplicità e l'immediatezza di prima. Alcuni pezzi fondamentali del suo precedente album "Real life" sono stati suonati quasi con svogliatezza, con poca cura, e soprattutto con delle piccole variazioni di arrangiamento che hanno peggiorato i pezzi piuttosto che aggiungere qualcosa di fresco; e le voci del chitarrista e del batterista, peraltro bravi appunto nelle vesti loro consone, facevano veramente indignare su di un pezzone come "I Defy".

Ora, dico io, dal basso della mia condizione di ascoltatrice appassionata: ma che problema hai, mia cara Joan?

Hai qualità da vendere, una voce dotata e soprattutto interessante, una bella capacità compositiva, affascinante presenza scenica, pure un bel paio di cosce, allora: qual'è il problema?

Perchè non ti dai come dovresti, la smetti di dire cazzate tipo: "o mio dio voi qui a roma avete il colosseo" [e ià!] e ci fai emozionare come sicuramente sai fare?

Stai avvisata!

L'ultimo album è decisamente deludente, il tour pure, hai un'altra chance da giocarti poi ti depenno.

Oh, e Joan è sistemata.

Passiamo a Jana Hunter [giana si pronuncia mannaggia a me], signorina  del Texas originale, picola piccola, con gli occhiali enormi e due occhioni chiari dietro , che pare che sta lì sul palco per purissimo caso e se la sta facendo pure sotto, con quei suoi pedali vintage e la chitarella a tracolla.

Eppure suona. Eppure emoziona.

Non ci guarda mai in faccia, suona 20 minuti e d'improvviso guarda dietro il mixer, stacca il jack, smonta i pedali a velocità supersonica e se ne va.

E io [e forse un altro paio di persone tra il pubblico] ci rimango di merda perchè ero andata per vedere lei!

Per fortuna che torna sul palco per recuperare delle cose e si avvicina dove sono io così posso dirle: oi, sei fantastica e le tue canzoni da brivido perchè te ne vai, mortacci loro, che sono venuta per sentire te?

E lei mi guarda sorride e dice grazie e che i tempi siano un po' stretti stasera, e allora tocca a i Beach House , che peraltro sono molto belli e non è certo colpa loro...

Ma porca zozza, dico io.

Menomale che dopo altri 5 minuti viene a vendere qualche disco così che posso farci due chiacchiere, farmi autografare il cd e fare pure una bella figura di merda: me ne vado senza pagare.

"Oh allora grazie ancora, spero di rivederti presto, ciao".

Dopo 5 minuti stavolta sono io a tornare dentro e a dirle "oh scusa, ma mi sono dimenticata di darti i soldi, che manco te n'eri accorta".

"Non sono molto brava come venditrice, neh?"

"No, direi che sei peggio di me, ti conviene continuare a suonare".

Bella che è, speriamo di rivederla davvero in uno show tutto suo.

Giratevi i link disseminati se volete saperne di più su di lei, ma senon vi piace il new folk alla Devendra Banhart state alla larga, non è roba per voi.

Oh.

E per finire ho l'onore di consigliarvi qualcosa di veramente interessante:

La Jazera, una webradio alternativa veramente

E in particolare il programma della Miss R, che amica mia è, che per dirla facile facile è una delle dj più strafighe in circolazione, se non vi fidate controllate le sue playlist o meglio ancora ascoltate il programma:

NemaProblema

ogni mercoledì dalle 19.30 alle 20.30

Respect.

Jana Hunter discografia:

Blank Unstaring Heirs of Doom, Gnomosong [2005]

Devendra Banhart/Jana Hunter, Gnomosong [2005]

Carrion EP, Gnomosong [2007]

There's no home, Gnomosong [2007]

P.S. La Gnomosong è l'etichetta messa su da quella peste di Devendra dateci un'occhiatina.

P.S. 2 se volete vedere qualche foto, e a breve un video di Jana fatevi un giro su flickr...

scusate il ritardo parte I

a tutti i lettori annunciazione:number uan sono in pieno trasloco ragion per cui ho pochissimo tempo per scrivere e leggere. se oggi non devo perdere tempo ad uccidere la mia ex coinquilina che ha simpaticamente cambiato la serratura di casa, prima che portassi via tutte le mie cose, e poi a dover nascondere il cadavere e tutto il resto, allora forse riesco ad aggiornarvi.number tu il concerto di Joan as a police woman era deludente, jana hunter ha suonato solo 20 minuti perchè i tempi del circolo pare siano molto stretti il martedì, e i beach house avevano un interessante concerto da farci sentire, ma in compenso io le ho detto che è una grande, e che in realtà ero lì per lei, e lei si è addolcita e mi ha autografato il cd. mi sono pure dimenticata di pagarglielo ma ve lo racconto later se posso, corredato da foto e un piccolo video.fatemi sapere che concerti avete visto ultimamente, e soprattutto perchè. laterah dimenticavo il mio amichetto Daniele ha fatto un simpatico video usando una mia canzone!!!onorata della scelta, ve lo mostro non è carinissimo? daniele te devo un caffè.

 

Chaos?No, thanks ovvero io resisto

  mi sveglio e in mente ho

Amanda Palmer/Runs In The Family.mp3

post veloce causa mille cose da fare. ma in un minimo di cose le devo dire che è un periodo veramente caotico, più per le persone che mi girano intorno che per me, e dire che io avrei un po' di motivi per essere incasinata, ma ormai ci ho fatto così tanto l'abitudine che manco me ne accorgo più.

scopro soprattutto, con grande sorpresa, quanto molte persone che teoricamente hanno una vita più equilibrata e solida della mia, in termini di lavoro, casa e affetti, alla fine si rivelino molto molto più squilibrate e irrisolte della sottoscritta.

ora, io lo so che mi sono fatta il mazzo per essere quello che sono, e soprattutto per sapere cosa e chi sono ora e qui, ma pensavo che pure gli altri, nel frattempo, avessero fatto la stessa cosa e invece no, ogni voltami stupisco di quanto siano insicuri, fragili, incapaci di dirsi sono così, cazzarola, sono così e voglio questo e ho paura, ma lo voglio.

e grazie alla mia crazylittlegirl divento buddista senza praticare, ah potere dell'amore.
Un po' di dritte per far vivere questo nuovo blog: i prossimi imperdibili concerti nella capitale, ai quali io cercherò di essere ovviamente e dei quali vi darò reviews e spero foto mie.
-stasera 22 sabato all'Init
The dead science
Eveline [che sono una palla]
Sea Dweller ["just beetwen us" e non solo, ricorda un pò troppo i foo fighters, ma si fanno ascoltare]
- il 24 lunedì al Circolo degli artisti
Joan Wasser, aka Joan As Police Woman
- il 25 martedì al Circolo degli artisti
Jana Hunter
- il 26 mercoledì al circolo degli artisti
Television Personalities
oppure al Qube
A toys orchestra
oppure all'Init
Bad Dudes
-il 27 giovedì all'Init
Psychic TV
- il 29 sabato all'auditorium della conciliazione
Tracy Chapman [che non è ancora sold out ma pare siano rimasti solo i biglietti per sedersi in braccio a lei!]
ma io sarò al Traffic per
Grrrls in the garage
+ The legendary kid combo
o forse all'Init
Wildbirds and peacedrums

sto tenendo un blog gemello su wordpress questo per una serie di ragioni che poi vi spiegherò, prima fra tutte il non riuscire sempre a collegarmi col benedetto noblogs 

le gru di portsmouth ovvero the cranes

mi sveglio e in mente ho

the cranes - Worlds.mp3

leggendo una delle mie riviste online di musica preferite butto gli occhi su questa uscita accompagnata da una prossimissima gig al circolo.
I Cranes, band degli anni '80, very vintage, che facevano un' interessante gothic rock, di cui si persero le tracce alla fine degli anni '90.
Ve li consiglio perchè la voce di lei, Alison Shaw è davvero molto particolare e originale, piuttosto da bambina direi, che ben si adatta al genere di musica che hanno prodotto negli anni.
La band è essenzialmente composta da lei e suo fratello Jim, e dopo un silenzio durato diversi anni sono tornati a sfornare musica, questa vlta decisamente più sfacciatamente elettronica, ne 2001 con l'album "Future Songs", seguito a ruota dall'interessante "Particles and waves".
L'ultimo lavoro di questi inglesi di Portsmouth s' intitola semplicemente "Cranes" e, parola mia, vale davvero la pena, per cui scaricate gente, scaricate e magari andateveli a vedere in una delle prossima esibizioni italiane, dove restano un gruppo mitico [soprattutto per i fan dei Cure, con i quali fecero all'epoca un mitico tour] e molto amato.


live at Circolo degli artisti il 21/10/08

Solex ovvero copia e incolla d'autore

mi sveglio e in mente ho
 
hey guys,

lazy sunday uh?

lo so, lo so ho sentito via phone un bel pò di voi e la maggior parte o stava recuperando dai postumi del crazy saturday oppure stava in depressione per non avere passato un crazy saturday chiedendosi "come è"?

alla fine la Mz. ha risposto alla mia chiamata e siamo andate al festival delle arti eccentriche BABA che si teneva ieri all'ex lavanderia dell'ex manicomio di Roma.
una struttura enorme, bellissima e ovviamente riciclata nel modo più improduttivo: piena di uffici del municipio. E' immerso in un bel parco pieno di alberi che il quartiere sta chiedendo da anni di fare liberare dalle macchine di inutili impiegati e lasciarlo libero a pedoni, bici, bambini durante il giorno e attività culturali e sociali la sera.
se vi capita di andare dalle parti di Montemario fateci un salto anyway i link ve li ho dati.

tutto ciò per dire che i vari ascolti che ci hanno propinato al festival, alcuni dei quali veramente improponibili alle mie orecchie, altri più interessanti, altri veramente osceni qualitativamente parlando [e fidatevi che io sono una molto aperta] mi hanno fatto venire in mente questa artista, di cui per altro si parlava lo scorso we con la reginazabo.

Di Solex ne parlai in radio diversi anni fa, non credo che da allora sia diventata molto più famosa in Italia, ma tant'è mi fa piacere riparlarne ora e raccontarvi un pò di cose su di lei.

Solex, aka Elizabeth Esselink è una tipa di Amsterdam che per anni ha avuto questo negozio di dischi usati e quindi in qualche modo è sempre stata dentro la musica, soprattutto  creandosi una cultura non indifferente.
Poi un giorno, grazie all'acquisto piuttosto casuale di un campionatore e di un otto tracce ha cominciato a mettere insieme le due cose: fare musica e usare la musica che possedeva.
usando la tecnica del cut up [cioè tagliare e cucire insieme pezzi, sample e suoni di altri brani], attingendo alla sua sterminata collezione di dischi ha cominciato ad elaborare delle produzioni originali e molto interessanti, riuscendo, a differenza di molti artisti che hanno usato la stessa tecnica a livello sperimentale, a ricavarne delle vere e proprie canzoni. leggi: ascoltabili!
Il primo album Solex Vs The Hitmeister, con la benedetta Matador risale al 1998, l'ultimo Laughing Stock Of Indie Rock pubblicato con la sua brand new etichetta del 2004.
Dentro i suoi pezzi ci sono migliaia di altri pezzi in un copia e incolla artistico che inventa e reinventa. roba molto seria ragazzuole e decisamente di mio gusto.
Dal suo sito si legge il suo ultimo progetto in fieri: se ne va in giro con una barca, per l'olanda, tira su musicisti con i quali è in contatto nelle 12 province [o regioni sarebbe meglio dire] olandesi e registra sulla barca le loro improvvisazioni.
Alla fine dal materiale registrato, col sua tecnica del cut 'n paste ne farà un album con 12 canzoni, una audio guida dell'olanda. il progetto si chiama Solex Ahoy, si puo seguire su questo blog e secondo me è fantastico!
Scaldate il mulo che se ne trovano di cosette sue, quindi niente scuse.

ah il suo negozio, se vi capita di passare per amsterdam o se volete fare un ordine è questo.

discografia essenziale obbligatoria:
 
Solex vs. the Hitmeister, Matador Records [1998]
Pick Up, Matador Records [199]
Low Kick and Hard Bop, Matador Records [2001]
The Laughing Stock Of Indie Rock, Discmeister [2004]

people are strange II ovvero gente che va gente che viene...

 

mi sveglio e in mente ho 

 

gente che va gente che viene...

per fortuna che la vita è così strana che così come la gente che credi sia simpatica e con la quale ti pare poter condividere un pezzo di strada bell è buon (improvvisamente) la perdi come niente e ti chiedi: ammazza e menomale che ho 35 anni e certe cose le dovrei capire prima? altra nuova ne arriva...e nonostante influenza e palle varie si vive gente, si conosce, si approfondisce e ci si prepara allegramente ad un inverno pieno di musica.

la verità è che uno ne può avere tremila di anni, se gli piacciono le persone e quello che hanno di originale e di unico, sempre uguale resti.
io, personalmente, un pò stronza ci sono diventata questo è sicuro. ma sono consapevole del fatto che do anche tanto alle persone, quelle che mi interessano veramente, che non significa che dia le cose giuste o quelle che desiderano per carità, ma almeno ci provo sicuro, e trattasi di me senza finzioni e senza abbellimenti fittizi.
e insomma tutta sta manfrina per dire che ultimamente ho messo una pietra sopra (ma bella grossa neh) un paio di persone (avrei voluto anche metterle proprio fisicamente sopra quelle persone, ma mi hanno detto che è perseguibile) e la cosa molto divertente è che entrambe ancora mi devono spiegare dopo un periodo sufficientemente lungo fatte le dovute proporzioni che cazzo hanno da essere incazzate con me...ma si sa le donne hanno tutto un loro linguaggio che a volte forse è meglio non arrivare a capire va, mettiamola così.
per quello che conta ora.

la differenza è che io davvero mi preoccupo per le persone che amo, e non sono capace di chiamare per dire: ue come stai ho sentito che stai male, senza sentirlo davvero, e se lo sento davvero significa che quella persona, per quanto male possa avermi fatto, io la amo e me ne fotto del rancore idiota che posso aver provato o rabbia o risentimento. mi preoccupo, sinceramente, ergo sti cazzi quello che è stato, vuol dire che sento che quella persona è importante per me, e vado avanti.

invece vedo che non è una pratica diffusa codesta.

"ciao come stai ma allora come è successo ecc. ecc." in realtà significa "sai nonostante ti odi a morte sono troppo educata per non chiamarti".

la mia idea sull'educazione di questo tipo? mi fa cagare, tanto per metterla giù chiara.

insomma dicevo tutta sta tarantella per dire che le persone hanno un'idea del tempo in genere assai diversa dalla mia.
e lo so che la mia lascia un tantinello a desiderare.
ossia per farla breve io penso che non ci sia tutto sto tempo.
e che le cose o sono o non sono.

se sono legata ad una persona, qualsiasi tipo di legame io possa sostenere, o voler costruire è meglio qui e ora,

oppure è meglio sparire e non lasciare traccia di sé, almeno non volontariamente, che qualche traccia sempre si lascia.

perchè io penso che andiamo verso la vecchiaia e la morte, sempre che ci si arrivi. quindi di quel poco tempo che c'è ne rimane sempre meno non so se ho reso l'idea.

insomma non so se è l'influenza a spingermi a queste riflessioni o solo il riaffiorare di certe sensazioni di mancanza e di pienezza, ma fatto sta che mi vengono e ve le volevo raccontare, male, ma ci ho provato.

oggi vi lascio un link da andarvi a guardare pigre che non siete altro, e nei giorni scorsi ne hanno fatto anche un articolo su nienteprotodimeno che la repubblica, ah però!

il sito della sedicente Betty Moore che disegna e descrive impietosamente tutte le tamarre e i tamarri che le capitano a tiro, sicuro ci state pure voi (e io).

per la mia crazylittlegirl:


mi pare che flagstaff in effetti sia un pericoloso ricettacolo di country music, e spulciando nel programma del Orpheum Theater che sembra sia la struttura più notevole della zona, c'è solo blues tipo "Joe Bonamassa", il nome è tutto un programma.
ma pare ci sia anche una notevole scena southern rock, che è molto più interessante alle nostre orecchie, c'è un distributore di dischi "arizona indie"(?) ma non si capisce se esiste un negozio o vendono solo per posta, che si chiama 555 recordings, esiste una girl band niente male che si chiama Possum Moods (clicca per sentirle) [se trovi un cd porta a casa], pare non ci sia nessuna associazione ufficiale LGBTQ, chissà perchè, e però cerca che trovi...un posticino dove fanno lesbian readings e altre interessanti iniziative gaie c'è...è il Macy's European Bakery and Coffee House. 14 S. Beaver St. Flagstaff.
io mi sarei sparata dopo due giorni, pineta esclusa of course!!!