pezzo della settimana: Empress of/Kitty Kat

riot girrrls seconda puntata ovvero di come la girl style revolution prese piede

Posted: maggio 18th, 2008 | Author: | Filed under: riot girrrls | 2 Comments »

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 mi sveglio e in mente ho

Sleater-Kinney – All Hands On the Bad One – 02 – Ironclad.mp3

nella prima puntata si parlava soprattutto delle origini del riot movement e dei legami che questo movimento ebbe con tutta una serie di altre espressioni oltre alla musica vera e propria.
ci sono alcune altre band, minori secondo il mio personalissimo gusto musicale, che si affaciarono sulla scena nei primi anni novanta, che non sono state citate nella puntata precedente, alcune ve le segnalo alla fine del post.
come dicevamo la musica e anche la tecnica, non erano un aspetto fondamentale delle prime produzioni riot, ma a mano a mano che le band proliferano la qualità cresce notevolmente così come la varietà.
mi preme qui segnalare le amatissime Sleater-Kinney che per quanto non particolarmente esposte su un piano politico, hanno dato una sferzata notevole alla musica delle riot nel 1995 con l’album "Call the doctor".
Corin Tucker e la mitica Carrie Brownstein, di cui spesso vi parlo, sono delle musiciste incredibili.
La prima aveva fatto parte delle Heavens to Betsy e la seconda come detto delle Excuse 17.
l’uscita degli album di cui parlavamo, i concerti, le zines crearono un grosso clamore anche mediatico intorno al riot movement. nella seconda metà degli anni novanta un pò dappertutto negli states troviamo all female bands che del tutto o anche solo in parte condividono l’idea di base del movimento e contribuiscono ad evolverlo verso altro. nascono etichette, collaborazioni, nuove band da costole di altre. ma ciò che conta è che il meccanismo era stato innescato e ognuna  sapeva ora imbracciare una chitarra o un basso o mettersi dietro una batteria e strillare o a sussurrare le proprie cose con un grado di libertà maggiore.
la cosa più importante quindi è la nascita di una schiera di musiciste indipendenti, che hanno stimolato e ispirato altre musiciste a prendere possesso del palco, come mai si era visto prima nella storia della musica.
pensate ad una musicista, non un cantante, una musicista degli anni ’60 o ’70.
si contano sulle dita di una mano o sbaglio.
pensate al dopo riot.
nessuno ci fa più caso se al basso o alla batteria c’è una donna, per molto tempo non è stato così.
artiste che non sono direttamente legate, come pj harvey devono tanto a quello che è stato fatto da queste pioniere della storia della musica femminile.
il ladyfest è un esempio di come le cose incominciate dal riot movement, continuino a produrre e influenzare le artiste contemporanee più di quanto possiamo immaginare.
il ladyfest fu messo su nel 2000 da Sleater-Kinney, Cat Power, Neko Case tra le altre, e continua ad esistere e ad essere organizzato da altri gruppi di donne in tutto il mondo, qui trovate quelli europei.
Oppure la Mr Lady Records [che ha chiuso i battenti qualche anno fa] che ha prodotto musica femminista e lesbica  come quella del Le Tigre, The Butchies, Electrelane, Amy Ray, Sister Spit.
Se fate una ricerca su internet trovere centinaia di siti in cui i temi femministi e lesbici vengono sviluppati tenendo presente che questo movimento, questi gruppi di giovanissime donne hanno dato una spinta radicale a quello che è stato più volte definito il terzo femminismo, ma che personalmente ritengo un femminismo sostanzialmente diverso.
diverso perchè, per quanto i temi fondamentali [aborto, eguaglianza economica, libertà sessuale ecc.] siano identici, il linguaggio è davvero nuovo, riscrivendo totalmente un femminismo che in quegli anni arrivava vuoto, formale e in un certo senso di maniera, senza una reale attinenza con quello che la vita delle ragazze era in quel preciso momento storico.
peccato che in italia questo non è ancora avvenuto.

piccola discografia obbligatoria [non in ordine cronologico e ovviamente non esaustiva non posso fare mica tutto io]:

Frightwig [Cat Farm Faboo]
Sleater Kinney [Call the doctor]
The Donnas [American Teenage Rock ‘N’ Roll Machine]
Babes in toyland [fontanelle]
L7 [smell the magic]
Slant 6 [soda pop]
Spider and the webs [bumpidee]
JAck off jill [sexless demons and scars]
the murmurs [pristine smut]
free kitten [Unboxed]
cake like [delicious]
Cadallaca [Introducing Cadallaca]
Erase errata [Other Animals]
veruca salt [american thighs]
Ovarians [Crocodile Tears ]
tribe 8 [Fist City]
the butchies [Are We Not Femme?]
Julie Ruin [Julie ruin]
heaven to betsy [Calculated]


Daria Morgendorffer ovvero se gli adolescenti fossero intelligenti

Posted: aprile 17th, 2008 | Author: | Filed under: riot girrrls | 3 Comments »

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[Jack off Jill/Angels Fuck] 

piccola
nota storica: compare come personaggio della serie "Beavis and
Butt-head" nel 1994, i quali praticamente non hanno nulla in comune nè
per personalità nè per cultura con la Daria in questione infatti i suoi
realizzatori decidono poi di farne il personaggio protagonista di
un’altra serie.

fantastica per chi non l’avesse mai vista è un must.
La serie, creata da Glenn Eichler e Susie Lewis Lynn,
della seconda purtroppo non ho trovato molte notizie on the web,
prodotta nel 1996 è andata in onda pure in Italia, con le solite
modalità skitzo ovviamente, ovvero bellebuono [all’improvviso n.d.t.]
finiva o cambiava orario-giorno.

me la sono finita di scaricare
mo’ mo’ [proprio in questo momento n.d.t.] per cui me ne sparo
almeno 3 puntate di fila, per distrarmi da un insulso lavoro che devo
finire [ho ancora qualche giorno omaha ce la farò].

perchè è un cartone per grandi.

perchè tutte le alternative lesbians si sono sentite così alle superiori [benny capisc’ a me].

perchè
Daria piglia tutti per il culo, non sopporta nessuno, pensa che, a
parte la sua migliore amica, è circondata da rincoglioniti decerebrati
[a partire dai suoi genitori e soprattutto dalla fashion sister] e si
permette battute terribili tanto chi vuoi che le capisca.

come la capisco.

 

bytheway:

Scarling sono una band di LA nata nel 1999 ancora attiva, composta da Jessicka Fodera ex Jack Off Jill [fantastica all female band Elide attention please, you might like them!] e Christian Hejnal

vi potete scaricare:

Scarling/So Long, Scarecrow, 2005 [Sympathy 4 the R.I.]

Scarling/Sweet Heart Dealer, 2004 [Sympathy 4 the R.I.]

e almeno

Jack off Jill/Sexless Demons and Scars, 1997 [404 Music Group]

and bytheway2

ho fatto la mia vintageplaylist

[seguendo il consiglio di Carrie]


nothing really changes: parlo della Zapata, e viene uccisa la Bacca

Posted: aprile 14th, 2008 | Author: | Filed under: riot girrrls | 13 Comments »


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bikini kill/don’t need you 

bikini kill – dont need you.mp3

 

Don’t need you to say we’re cute
Don’t need you to say we’re alright
Don’t need your atti-fuckin-tude boy
Don’t need no kiss goodnight

We Don’t need you, We don’t need you
Us girls, We don’t need you

Don’t need you to tell us were’re good
Don’t need you to say we suck
Don’t need your protection
Don’t need your dick to fuck

We Don’t need you, We don’t need you
Us girls, We don’t need you

Does it scare you that we don’t
Need you?
Does it scare you boy that we don’t
Need you?
We Don’t need you, We don’t need you
Us punk rock whores We don’t need you

 

in questi giorni mi vengono solo post tristi e sconsolati.

lo so.

ieri riflettevo sulla morte di questa donna, che stava realizzando un progetto, che mi interessasse o meno non ha importanza.

e allora viene violentata e uccisa.

violentata e strangolata.

abbandonata lungo una strada.

e io non ce la faccio più a sentire queste storie.

non ce la faccio più a sentire storie di donne finite così perchè vogliono vivere, girare, guardare, camminare, dire.

perchè io sono una di loro.

perchè ogni volta che viaggio sento che sto rischiando di essere violentata e uccisa.

ogni volta devo fare finta di non avvertire questo pericolo.

per poter vivere, girare, guardare, camminare, dire.

ma comincio ad averne abbastanza di pararmi la figa così.

comincio ad averne abbastanza e prima o poi a qualche testa di cazzo di voi che siete in giro gli sparo un colpo in testa.

e col cazzo che mi sento in colpa.


before we go on: ovvero una piccola precisazione

Posted: aprile 6th, 2008 | Author: | Filed under: riot girrrls | 9 Comments »

finalmente mi funziona!

 
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mi sveglio e ho in mente

[shoulder/enon]


penso, dai commenti dal vivo che ho avuto in questi giorni, che non mi sono spiegata proprio bene sull’importanza di un RIOT compendio [non necessariamente il mio].

allora pensavo che prima della II parte dovrei dire a certune femmine e ricordare a certealtre femminone quanto poco siamo capaci di strutturare in testa a noi e verbalmente la nostra storia.

nel senso che siamo profondamente ignoranti noi, diciamoci la verità, e nel senso che una storia scritta non ci sta, come si sa. in realtà certe volte mi pare che non ce ne sia neanche una da scrivere e, siccome codesta espressione attirerà le immediate iastemme [bestemmie] a casaccio da molte di voi, mi spiego subito meglio.

che la nostra storia di donne sulla faccia della terra è così frammentaria, scollegata e difficile di base che certe volte non mi stupisco di come sia complicato farla apparire o ricostruirla come un continuum che abbia un senso.

che in effetti lo è, ma anche no.

mi viene in mente la storia delle donne curata da Duby che fa bella mostra di sé dai miei scaffali e che alla fine mi pare una carrellata più o meno riuscita di donne più o meno sconosciute che brillavano pure di luce propria, ma come delle lucciole che hanno perso le altre.

[appena finisco i 200 libri che devo leggere già o ancora, giuro che lo riprendo in mano, cmq]

La riflessione mi è ispirata dal post della Regina Zabo, da Penelope, di cui mi nutro quotidianamente, da Omaha che è entrata nella rete, da Benny che so che mi legge con impegno, da Ossidiana che preferisce le parole, ma scriverà un romanzo con me, da R** che ancora non mi ha dato una chance, dalla Winterson che continuo a voler regalare, dalle nordiche che ogni tanto fanno capolino e non avranno mai veramente il tempo di fermarsi, da Elide che mi snobba nonostante i suoi 23 anni [e non fa manco la raccolta differenziata], da Susanne Abbhuel e altra musica di donne che voglio regalare a B** e R**, da G** e la sua voce, che mi guarda dopo un sacco di anni, per quello che sono, da Principesse che hanno ciò che si meritano [e sta a noi riconoscerle, prima, da lontano]. 

Da una rete insomma.

Una rete di cui un sacco di noi scrive la storia, ogni cazzo di giorno.

Su questi cazzo di BLOG.

 

p.s. del giorno dopo…non so cosa ho scritto e credo di non aver detto bene quello che volevo, ma ciò che importante è che mentre dicevo che non riusciamo a collegare le cose sentivo tutte voi che mi dicevate la vostra come fate di solito, e allora perlomeno mi è venuto un sentimento positivo, per una volta di ottimismo, e mi sono sentita parte di una qualcosa che ha veramente un senso non solo nostro, ma collettivo.

indi per cui si è deciso che si organizzerà una vera riunion "ovaries storming" qui a roma, se qualcuna vuole partecipare al progetto [elide ovviamente tu ti occupi del catalogo, visto che il caffè non lo sai fare…]e donare qualche idea o spunto è davvero benvenut*


what a woman must do, ovvero come dire quello che si deve dire

Posted: aprile 1st, 2008 | Author: | Filed under: riot girrrls | 4 Comments »

a gentile richiesta [pianista questa è per te] e con la straordinaria partecipazione della mitica
Regina Zabo ecco il testo di una delle canzoni più belle della Rucker, di cui potete vedere il video nel post precedente.thanks sista!

ditemi voi se non è potente come un pugno in faccia! [contenuta nell’album "silver or lead"]

quello che deve fare una donna [what a woman must do]

 

Until you walk, run, fight
a mile in her shoes

prima di camminare, corrrere, combattere almeno un miglio nelle sue scarpe

Don’t you dare stand in
front of me and tell me

non azzardarti a venire a dirmi

What a woman must do

cosa deve fare una donna

Until you have walked, run,
fought a mile in her shoes

prima di aver camminato, corso, combattuto almeno un miglio nelle sue scarpe

Don’t you dare stand in front of me and tell me

non azzardarti a venire a dirmi

What a woman must do

cosa deve fare una donna

She must

Una donna deve

Swing from chandeliers for
undeserving spouses and paramours

Fare i salti
mortali per coniugi e amanti immeritevoli

Who deny her suffrage by
day, but crave and praise her womanly wiles by
night

che negano il suo diritto al voto di giorno, ma desiderano e lodano i suoi
trucchi  femminili di notte

Good enough to fuck but,
not good enough to vote

buona da fottere, non abbastanza per votare

She must

Una donna deve

Go from the beauty of Africa, to the horrors of massa

Passare dalla bellezza dell’Africa agli orrori della schiavitù  [massa probabilmente si riferisce al modo di chiamare il padrone= master in gergo ossia appunto massa]

Go from titties dangling
bare and shameless

Passare dal seno libero e nudo che non conosce vergogna 

To being branded,
licentious, temptress, embarrassed

a essere marchiata, lasciva, tentatrice, imbarazzata

Go from land of yams and
heat hot

Passare dalla terra degli yam (patate dolci) e del calore bruciante

To land of cash crops and
sellers block

alla terra dove si coltivano i soldi e si vive in palazzi abitati da
commercianti

Go… from God names, to no
name, to his names

Passare… dai nomi di dio a nessun nome al nome di un Lui 

Go… from God names, to no
name, to his names

Passare dai nomi di dio a nessun nome al nome di un Lui 

Now Black

ora nera

Now inhuman

ora inumana

Freedom stolen, family
stolen, now beholden… but still golden

la libertà sottratta, la famiglia sottratta, ora obbligata verso qualcuno…
ma ancora dorata

Field hollerin’… and Ain’t
I A Woman

Canta nei campi… e non sono una donna io

Ain’t I A Woman

non sono donna io

 

I can see
her, me

La vedo, io

Washing
dishes, clothes, and children

Lavare piatti, vestiti e bambini

Making love, money, dinner, and beds

Fare l’amore, i soldi, il pranzo e i letti

Always the
first one off a sinking ship

Sempre la prima a essere buttata giù dalla nave che affonda

But last in
the line to receive respect

Sempre l’ultima della fila a ricevere rispetto

 

What

What a

What a
woman

What a
woman must

What a
woman must do

What a
woman must do

What a
woman must do

Must do

Must do,
must do, must do, must do, must do…

 

She must

Una donna
deve

Wipe away
tears and reclaim strength

Asciugarsi le lacrime e farsi forza

After rape,
abortion, lover’s betrayal, child’s birth, child’s death,

Dopo stupri, aborti, tradimenti, parti, dopo la morte dei
figli

husband’s abuse

e gli abusi del marito

Tricking to buy baby shoes

Arrangiandosi per comprare le scarpe ai figli

 

She must

Una donna
deve

Be called a
muse

Farsi
chiamare musa

Which is
just a synonym for use

Che è solo un sinonimo per “uso”

Put upon pedestals

Farsi mettere su un piedistallo

Dainty and
protected

Prelibata e
protetta

And because of that disrespected

E per questo mai rispettata

Victorianized


Moralizzata

Made a
paradox of famous anonymity

Esser resa paradosso di un anonimato famoso

Left to go
insane with too much femininity

Esser lasciata sola a impazzire per troppa femminilità

Staring at yellow wallpaper

Guardando inebetita i parati ingialliti

 

Her heart

Il suo
cuore

Open

aperto

Her legs

Le sue gambe

Open

Aperte

Warm and
welcoming

Calda e
accogliente

Waiting…
for phone calls that never come

In attesa… di telefonate che non arrivano mai

Waiting…
for words of appreciation that never come

In attesa… di parole di apprezzamento che non arrivano mai

Waiting…
for equal pay that never comes

In attesa… di una parità salariale che non arriva mai

Waiting

In attesa

Waiting,
waiting, waiting

Waiting,
waiting, waiting

Waiting for
love

In attesa
di amore

Waiting for
acknowledgment not judgment

In attesa di riconoscimenti anziché di giudizi

Waiting

In attesa

And when
seeking or achieving any kind of power

E quando persegue o raggiunge un potere di qualche tipo

Reduced to labels like…

Essere ridotta a un’etichetta come…

Concubine.
Cunt. Bitch. Whore. Stunt.
Witch. Dyke

Concubina, zoccola, puttana, pompinara, troia, strega,
lesbica
 

Concubine.
Cunt. Bitch. Whore. Stunt.
Witch. Dyke

Concubina, zoccola, puttana, pompinara, troia, strega,
lesbica
 

What a
woman must do

Cosa deve fare una donna

She must

Una donna
deve

Never
settle for less based upon her womaness

evitare di accontentarsi di qualcosa in meno soltanto perché
è una donna

Embrace the
pronoun and power of SHE

Abbracciare il pronome e la forza dell’essere Lei

Know if
nothing else that her uniqueness is blessed

Sapere se non altro che la sua unicità è una benedizione

And a necessary
component in the union between universe and people

E una componente necessaria dell’unione tra universo ed esseri
umani

Equal to
man

Pari
all’uomo

At times
above human understanding

A volte al disopra della comprensione umana

She don’t
have to lay down for nothing or nobody

Non deve abbassarsi di fronte a niente e a nessuno

Her body in
and out a wonder

Il suo corpo dentro e fuori è una meraviglia

 

The wonder of SHE

La meraviglia dell’essere LEI

The wonder of SHE

La meraviglia dell’essere LEI