pezzo della settimana: Empress of/Kitty Kat

you’re my guitar hero(ine)

Posted: luglio 8th, 2009 | Author: | Filed under: brand new women | 1 Comment »

OK senza partire con pipponi del tipo "le chitarriste donne son brave quanto gli uomini" "se non sono altrettanto brave dipende dal fatto che hanno poco spazio e poca credibilità" bla bla bla, se conoscete lo stato delle cose andate avanti da soli se no fine.
io sono filofemmina, tutti sono filo qualcosa ebbene io sono filo femmina.
femmina è una denominazione che si conquista non la si ha per appartenenza a quel gruppo numeroso di portatrici di figa (sane e non).
e quindi quando devo scegliere, lo dico spesso e lo dirò sempre, io preferisco scegliere femmina.
a parità di condizioni o di possibilità, io dico "preferisco femmina".

la musica è un campo di applicazione straordinario di questa mia tendenza.
ho pensato di fare una lista delle musiciste che mi sembrano più interessanti (in senso di attuali o innovative) e di quelle che mi sembrano imprescindibili e storiche.
e che vi dovete sentire almeno un paio di volte come quando vi comprate il giornale o vi andate a fare i comizi o chiedete ad amici fidati solo per capire chi dovete votare.
almeno questo.
devo fare una precisazione: la lista non pretende di essere esaustiva, perchè non lo è, non pretende di essere assoluta, perchè tratta anche del mio gusto, ma sicuramente mette in conto anche aspetti tecnici oltre che stilistici.
lo sapete bene che per me è soprattutto un’ occasione per raccontare di alcune donne e del loro talento.
la seconda precisazione è: a me non piacciono quelle robe alla santana, per intenderci, preferivo gli assoli, se pur interminabili, del buon vecchio jerry garcia.
lo stesso con le donne ovviamente: nonostante la scarsa fama di cui godono le chitarriste, ce ne sono molte decisamente brave e dotate, ma la maggior parte di quelle supertecniche non fanno musica che mi piace, a parte la king.
inoltre spesso mi sembra che la tecnicità sia sottolineata principalmente quando si applica a certi generi e stili musicali, vedi metal piuttosto che hard rock o blues, come se una buona tecnica servisse a fare semplicemente su e giù sul manico a velocità supersonica [bidibidibidibidibidibidibidiiiiiiiiiiiii]. 

non sono d’accordo e joni mitchell secondo me è l’esempio migliore di ciò che intendo, ossia tecnica, ma non usata in modo convenzionale, ma per creare delle armonie e delle ritmiche assolutamente originali.
ma siccome l’occasione di citare delle artiste e magari stuzzicarvi ad andare a vederle/ascoltarle non potevo lasciarmela scappare allora ho infine deciso di fare due liste, una di quelle che piacciono a me tecniche o non tecniche, di chitarriste di cui mi sogno i riff la notte e questo a me basta.

l’altra cerca di essere più neutra e anche di tenere da conto l’opinione di chi di chitarre se ne intende certamente più di me.
con un po’ di fatica ma con grande cura, ecco la mia lista delle "you’re my guitar hero(ine)" di tutti i tempi, ossia fino a mo’, non è in ordine di importanza queste sono le mie guitar heroes(ines) le prime 10 ex aequo.

se volete darmi la vostra lista, i commenti sono aperti [i nomi linkano ai video]

Joan Jett
poco famosa con la sua all female band del 75′ le Runaways, insieme all’altra chitarrista Lita Ford (che non metterò mai nella mia lista perchè se pure brava tecnicamente divenne poi troppo troppo Europe), fu diciamo così una anticipatrice del movimento riot grrrls e lei e la sua band verrano citate come ispiratrici da molte importanti protagoniste della scena riot (bikini kill, babes in toyland).
con la sua band i Blackhearts (uh!) ha inciso soprattutto cover albums, ma alcune sue cover sono più famose e sono rimaste più a lungo nelle top ten americane di quanto non fosse accaduto con le versioni originali. pure rock and roll.
Ha prodotto il primo album dei germs, ha messo su il gruppo Evil Stig con i membri dei The gits, dopo che Mia Zapata fu stuprata e uccisa, vanta collaborazioni con le artiste che adoro di più in assoluto, è lesbica e per di più è super tosta.

Joni Mitchell

Joni Mitchell 2

nel video suona un dulcimer…
devo davvero spendere parole per questa artista straordinaria che non è solo una chitarrista straordinaria e intensa, è un’autrice complessa e ricca, una musicista a tutto tondo e una pittrice di successo nel tempo libero?no vero?
i video linkati sono uno del 70′ e uno invece più recente in cui suona acustico un pezzo meraviglioso incluso nello splendido album night ride home del 91′ col quale mi innamorai della sua musica: avevo 18 anni e dopo 18 anni ho ancora quel vinile.
ha fatto tutto pop, folk, jazz (collaborando con Mingus) sperimentale (con Gabriel e Pastorius) insomma una hero(ein) di livelli stratosferici e considerato che adoro la sua musica sono almeno 1000 punti.

Carrie Brownstein
ok e qui ho passato giorni e giorni a decidere quale video suggerire. e non sono affatto soddisfatta della scelta. che dire di carrie, io ve ne ho parlato già non so più quante volte. è una heroin in tutti i sensi. anzi di più: è una riot heroin.

Kat Bjelland idem come sopra: kat dovrebbe essere inclusa nei programmi scolastici delle medie. E’ tutto ciò che si può 

essere senza essere una virtuosa. 

Kaki King

well è una donna su cui si dicono tante cose: è superbrava/non fa niente di eccezionale, è noiosa/è grandiosa ecc. ecc. 
sicuramente ci sono altre artiste che utilizzano le tecniche che usa lei, bene e a volte anche meglio [vedi Vicki Genfan o Kelly Rudich sotto], ma poi il risultato è un insieme di cose non ultima la fantasia e il gusto.
per me ha un sound molto vario, tecnicamente di alto livello e fantasiosa, è tosta, bella e lesbica, potremmo chiederle di più? 

Suzanne Vega

sono cresciuta anche con i suoi testi oltre che con le riot lyrics, è una cantautrice prima di tutto, ma il suo modo di accompagnarsi con la chitarra credo sia se pur non virtuoso, armonioso e caldo come poche sanno fare.

Lydia Lunch

non è certo una virtuosa ma la sua chitarra insieme alla sua personalità e al suo talento sono una cosa sola.

Jennifer Finch

beh parliamo di L7, di una riot performer chitarrista che è storica e attuale, come si dice una vera pietra miliare nella storia delle donne. e pure una interessante fotografa.

PJ Harvey

anche qui scegliere è stato difficile ci sono troppi video in giro, la signora in questione ha influenzato il mio modo di suonare la chitarra [capirai direte voi] e non solo il mio.

Shannon Wright

negli ultimi anni è la musicista che mi ha emozionata di più, il suo modo di suonare e di fare suonare la chitarra è assolutamente originale: la accarezza, la morde, la scuote, le chiede di urlare per lei, la  incorpora, la vomita, la abbraccia.

menzione speciale 

Ida Presti 

nata negli anni ’20 e famosa prima e dico prima di unirsi in un duo col marito.
compositrice classica oltre che chitarrista favolosa. il vero nome era Yvette Montagnon: che un nome italiano all’epoca facesse più figo?

list two: You Could Have Been my Guitar Hero(ine)


Ani di Franco

questa è la più quotata per passare nella prima lista l’ho scoperta tardi e sto ancora recuperando…

Joan Baez

non è una delle mie preferite anche se ho adorato alcune interpretazioni, ma penso sia una delle donne che in assoluto non abbiamo mai visto senza la sua chitarra. credo che questo fatto e il suo modo contrapporsi al "sistema" in modo calmo e pacato siano meriti straordinari per questo uccellino. "guess I’m antimarriage" è fantastico.

Elizabeth Cotton

la signora in questione fu completamente autodidatta e non ebbe mai alcuna nozione diciamo così tecnica della chitarra. era mancina e come musicisti più famosi di lei, ma molto prima di loro, semplicemente girò la chitarra e imparò a fare la ritmica con le dita (per la maggior parte un paio) e a fare la melodia con il pollice.  
Elizabeth smise di suonare quando era molto giovane, per seguire marito e figli e lavorare come cameriera, riprendendo solo verso i 60 anni, dopo il divorzio. ah!

una hero(ein) in tutti i sensi.
abbiate la pazienza di ascoltare il racconto di questa canzone scritta a 11 anni.

Susan Weinert

bravissima chitarrista qui in duo con contrabasso [e marito]; ha fatto prevalentemente jazz fusion (che mi piace e non mi piace) ed è indubbiamente una delle chitarriste europee più attive. Al di là del genere alcune sue composizioni sono molto belle, come quella che ho linkato.

Bonnie Raitt

Beh lei è una di quelle famose famose, suona da tutta la vita, è riconosciuta come una delle maggiori esponenti delle chiatarra slide, ha suonato con tutti i grandi che sono più famosi di lei, è nella hall of fame del rock and roll. non manca nulla. e voi anche snon ne conoscete il nome o il viso l’avete sicuramente sentita centinaia di volte in colonne sonore pop, telefilm e robe simili. provate a chiudere gli occhi.

 
Muriel Anderson [this video is for you both zoe/grunge]

è una straordinaria artista vivente, che spazia dal jazz alla classica passando per l’etnica il folk e molto altro. qualcuna/o la conosce?

Ana Popovic

33 anni, serba, la Popovic è un personaggio piuttosto noto nel blues contemporaneo. E gode anche di grande credito come chitarrista. E noi non ne sappiamo proprio nulla?  

Mimi Fox

è una delle chitarriste jazz contemporanee più brave e apprezzate da  critica e pubblico, come si suol dire, e lo è davvero secondo me. oltre a registrare e girare il mondo in tour, trova il tempo di insegnare jazz a Berkeley.

Mary Osborne

praticamente l’unica chitarrista donna negli anni ’40 (chi la sapeva alzi la mano)

Jennifer Batten [ve lo ricordate l’assolo di beat it?]

E alla faccia di chi dice "chitarriste donne? io non ne so nessuna", queste non rientrano in nessuna lista, ma non ho resistito a segnalarvele lo stesso…cazzarola.

Debbie Davies [blues]
Felicia Collins [jazz]
Vicki Genfan [fusion + altro]
Kelli Rudick [altro]
Katrina Johansson [metal]
Lori Linstruth [metal]
Carina Alfie [metal]
Sheryl Bailey [jazz]
Joyce Cooling [fusion]
Janet Marlow [classica, una bella chitarra a dieci corde nel video]
Margaret Stowe [jazz e altro]
LaVerne Christie [jazz]
Monnette Sudler [etnica funky]
Emily Remler [jazz] 

Ora mi pare che l’elenco sia piuttosto nutrito, ognuno può trovare facilmente ispirazione tra queste donne, ognuno può ptrovare la propria heroine che suona la chitarra proprio come vorrei o come cerco di fare o come facevo 20 anni fa con la mia band nel garage di casa.

Quello che vorrei è che queste donne, insieme alle altre di cui vi racconto avessero semplicemente più spazio, più spazio nelle radio, più spazio in tv o nei canali dedicati alla musica, più spazio sulle riviste, ma non nel solito angolo del: "lo sapevate che anche le donne sanno suonare la chitarra e sapete cosa certe volte sono pure brave, per non parlare del fatto che certe sono anche bone", magari presentato dal mio incubo vivente quale massimo emblema dell’ignoranza più totale "vincenzo mollica".

Vorrei che avessero spazio vero. Ascolto vero. Attenzione vera. Prima di tutto da noi.

later 


Solex ovvero copia e incolla d’autore

Posted: settembre 22nd, 2008 | Author: | Filed under: brand new women | No Comments »
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mi sveglio e in mente ho
solex-yadda yadda no1.mp3
 
hey guys,

lazy sunday uh?

lo so, lo so ho sentito via phone un bel pò di voi e la maggior parte o stava recuperando dai postumi del crazy saturday oppure stava in depressione per non avere passato un crazy saturday chiedendosi "come è"?

alla fine la Mz. ha risposto alla mia chiamata e siamo andate al festival delle arti eccentriche BABA che si teneva ieri all’ex lavanderia dell’ex manicomio di Roma.
una struttura enorme, bellissima e ovviamente riciclata nel modo più improduttivo: piena di uffici del municipio. E’ immerso in un bel parco pieno di alberi che il quartiere sta chiedendo da anni di fare liberare dalle macchine di inutili impiegati e lasciarlo libero a pedoni, bici, bambini durante il giorno e attività culturali e sociali la sera.
se vi capita di andare dalle parti di Montemario fateci un salto anyway i link ve li ho dati.

tutto ciò per dire che i vari ascolti che ci hanno propinato al festival, alcuni dei quali veramente improponibili alle mie orecchie, altri più interessanti, altri veramente osceni qualitativamente parlando [e fidatevi che io sono una molto aperta] mi hanno fatto venire in mente questa artista, di cui per altro si parlava lo scorso we con la reginazabo.

Di Solex ne parlai in radio diversi anni fa, non credo che da allora sia diventata molto più famosa in Italia, ma tant’è mi fa piacere riparlarne ora e raccontarvi un pò di cose su di lei.

Solex, aka Elizabeth Esselink è una tipa di Amsterdam che per anni ha avuto questo negozio di dischi usati e quindi in qualche modo è sempre stata dentro la musica, soprattutto  creandosi una cultura non indifferente.
Poi un giorno, grazie all’acquisto piuttosto casuale di un campionatore e di un otto tracce ha cominciato a mettere insieme le due cose: fare musica e usare la musica che possedeva.
usando la tecnica del cut up [cioè tagliare e cucire insieme pezzi, sample e suoni di altri brani], attingendo alla sua sterminata collezione di dischi ha cominciato ad elaborare delle produzioni originali e molto interessanti, riuscendo, a differenza di molti artisti che hanno usato la stessa tecnica a livello sperimentale, a ricavarne delle vere e proprie canzoni. leggi: ascoltabili!

Il primo album Solex Vs The Hitmeister, con la benedetta Matador risale al 1998, l’ultimo Laughing Stock Of Indie Rock pubblicato con la sua brand new etichetta del 2004.
Dentro i suoi pezzi ci sono migliaia di altri pezzi in un copia e incolla artistico che inventa e reinventa. roba molto seria ragazzuole e decisamente di mio gusto.
Dal suo sito si legge il suo ultimo progetto in fieri: se ne va in giro con una barca, per l’olanda, tira su musicisti con i quali è in contatto nelle 12 province [o regioni sarebbe meglio dire] olandesi e registra sulla barca le loro improvvisazioni.
Alla fine dal materiale registrato, col sua tecnica del cut ‘n paste ne farà un album con 12 canzoni, una audio guida dell’olanda. il progetto si chiama Solex Ahoy, si puo seguire su questo blog e secondo me è fantastico!
Scaldate il mulo che se ne trovano di cosette sue, quindi niente scuse.

ah il suo negozio, se vi capita di passare per amsterdam o se volete fare un ordine è questo.

discografia essenziale obbligatoria:

 
Solex
vs. the Hitmeister, Matador Records [1998]
Pick
Up,
Matador Records [199]
Low
Kick and Hard Bop
, Matador Records [2001]
The
Laughing Stock Of Indie Rock, Discmeister [2004]


neworder ovvero i’m back folks

Posted: agosto 24th, 2008 | Author: | Filed under: brand new women | 3 Comments »

 
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St. Vincent – Jesus Saves, I Spend

 

First personal part per i miei
lettori/amici:

I’m out of order significa che devo
rimettere un po’ a posto testa e cuore in un modo o nell’altro.

Il fatto è che quando sei in un
modo per tanto tempo e tieni dentro un po’ di cose e orienti la tua
vita in certe direzioni diventa complicato fare un passo indietro, uno
laterale e provare una strada nuova.

Ma credo che il più sia fatto.

Davvero lo credo.

E intendo parlare soltanto ed
esclusivamente di me.

E poi devo dirla tutta certi dolori
degli ultimi tempi alla fine me li sono vissuti bene perchè
non sono deceduta, ma male perchè me li sono trascinati,
macerando rabbia e trattenendo le lacrime.

E una forma stupida di protezione che
normalmente attuo, in realtà mi faccio solo del male: sono
presuntuosa se penso di non essere la sola a fare così?

Non che creda nel detto mal comune
mezzo gaudio.

Devo dire che grazie alla persona che
ho accanto adesso che sembra apparentemente più fragile di
tutte le donne che ho mai amato eppure in realtà ha una
lucidità e una sicurezza che mi disarma, imparo molto di me.

E questa la ritengo una fortuna, che
devo meritarmi.

E siccome, come diceva Troisi, gli
amici non è che devono per forza dire la verità a tutti
i costi potete pure evitare di dire quello che state pensando, grazie.

Second part: music!

Allora il primo file è un
omaggio alla splendida Penelope che non smette di avercela un po’ su
con me, ma tanto lo sa che sono troppo adorabile per resistermi!
[just joking really!]: 

la versione remix di my moon my man. fantastica!

E poi mentre girovagavo senza meta
precisa on the web, alla ricerca di succulente novità da
proporvi e sottoporvi ecco che mi imbatto, via Beggars Banquet Record
[etichetta fantastica fatevi un giro se potete] in una donzella
[25enne sigh!] che si chiama Annie Clark, ma che si presenta col nome
di St. Vincent, chitarrista talentuosa, voce originale e pezzi
interessanti.

Proprio per la BBR ha inciso l’album
“Marry me” dal quale ho tratto il pezzo che potete ascoltare
“Jesus saves, I spend” [il titolo mi fa davvero impazzire!] e
quindi mulo a palla fatemi sapere che ne pensate per una volta.

La tipa è di Brooklyn, beata
lei, e l’anno scorso ha vinto nientedimeno che il Plug female artist
of the year award 2008, che è un po’ come un oscar della musica
indie tanto per intenderci.

Trovandomi a parlare della Beggars
Banquet, sono molti gli artisti interessanti che potreste scoprire
tra le loro grinfie, io per esempio adoro anche i The National,
dategli una chanche.

E per finire è davvero in
piacere meraviglioso leggere le nomination del Plug Award e per una
volta saperle tutte!!!

Peraltro si può votare su
internet, altro che stop al televoto…[io sarei stata molto indecisa
soprattutto tra Emily Haines (dei Metric, che adoro e ve no ho già
parlato) e Natasha Khan (delle bat for lashes, che è
assolutamente divina), ma alla fine il miovoto è per
quest’ultima decisamente.

tanto per intenderci queste erano le
nominations per la categoria female artist dell’anno:

Annie Clark (St. Vincent)

Bettye LaVette

Emily Haines

Emma Pollock

Katrina Ford
(of Celebration)

Marissa Nadler

Marnie Stern

Natasha Khan
(of Bat For Lashes)

Nina Nastasia

Sally Shapiro

Scout Niblett

Sharon Jones

ma quante ve ne dico, quante? 


kaki king: atlanta rules?

Posted: giugno 18th, 2008 | Author: | Filed under: brand new women | No Comments »

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mi sveglio e in mente ho

kaki king

 Kewpie Station.mp3

se questo maledetto noblogs mi facesse scaricare il template del blog ne rifarei lo stile. e invece no.
ma ci riuscirò sooner or later.


as someone may have noticed sono lesbica, o ver (veramente n.d.t.) però.
ora dovete sapere che le lesbiche proliferano, si moltiplicano la deamadre solo sa come (e io non lo voglio sapere) e sono tutte intorno a noi.
ebbene so fighe, so belle, so brave e si fanno generalmente un mazzo così.
oggi vi parlo di Kaki King, lesbica dichiarata e attivista, che poche conoscono. sigh!

apro parentesi:
[facendo parte della neonata categoria alternatives/msml (men’s minded lesbian) ascolto musica che la so solamente io, a detta di molte, ma in verità credo che sia solo che passo molto tempo delle mie giornate a leggere/cercare/curiosare/scaricare/ascoltare musica, più o meno lo stesso tempo che le altre passano a farsi una quantità di pippe mentali non indifferenti]

orbene Kaki, aka Katherine Elizabeth King (meglio kaki neh) classe 1979, dico 79, Atlanta (Georgia, stessa provenienza di Shannon Wright 😉 è una chitarrista. punto.
scrive delle cose molto intense, ed è molto tecnica: mescola in modo affascinante la tecnica del fret-tapping [che sarebbe quando percuoti le corde con la mano che fa gli accordi facendole suonare battendole] a quella di slap bass [che sarebbe quando  slappi in gergo, ossia suoni il basso alternando colpi dati con il pollice e strappi alle altre corde con il resto della mano ritmica] fondamentalmente facendo uscire un suono molto percussivo e ritmico.
avrà a che fare col fatto che suonava le percussioni prima di dedicarsi alla chitarra?
in italia la distribuisce Mechanism Records che vi consiglio di visitare anche per altri consigli very cool, headquarter in quel di Messina [solo per questo un bacio in bocca].

leggevo un pò di interviste che ha rilasciato e mi colpivano queste risposte:


Il brano giusto per svegliarsi al mattino?

Smack My Bitch Up dei Prodigy

Al primo appuntamento che canzone si puo’ mettere nell’autoradio per conquistarti ?

Qualcosa di Barry White

Senza pensarci molto, qual’e’ la cosa piu’ bella dell’essere musicista per Kaki King ?

Poter bere birra gratis

lovely uh?

discografia:

Everybody Loves You (2003)
Legs to Make Us Longer (2004)
…Until We Felt Red (2006)
Day Sleeper (Australian tour EP) (2007)
Dreaming of Revenge (2008)


secret indentity ovvero tengo la capatosta

Posted: aprile 23rd, 2008 | Author: | Filed under: brand new women | 4 Comments »
 
http://noblogs.org/flash/mp3player/mp3player.swf
mi sveglio e ho in mente (da ieri)
the jealous girlfriends/secret identity 
01_Secret_Identity.mp3
 
 
ok piccolo post perchè tengo la capatostissima e siccome stamattina mi sono sentita sto pezzo almeno trenta volte [anche io sono troppo groupie elide che aggia fà] dovevo farvelo ascoltare, ma il mulo trova tuti i pezzi incisi dalla band di cui sopra e sotto, ma niente questo pezzo NO!
 
ricerca: come si scarica un file mp3 dal cacchio di myspace quando non te lo fa può downloadare perchè non c’è il permesso [per tutti coloro in ascolto della finanza o altre forze del cazzo: fottetevi!]
 
risposta: con un plug in di firefox, che si chiama firebug. non è proprio intuitivo ma in dieci minuti se po fà. ovviamente se sei computer literate altrimenti chiedetelo a qualcuno è meglio.
 
ora, sono orgogliosa di me che sono veramente una capa tostissima, sono contenta che vi potete sparare pure voi il pezzo: è proprio quello che ci ha fatto emozionare a me ed Elide l’altro ieri.
 
troppo groupies…