28/05 feist live review ovvero sti canadesi so proprio forti
mi sveglio e in mente ho
Jade McNelis/life in grey
avrei dovuto scrivere questo post qualche giorno fa (sorry omaha!), ma manca davvero il tempo ultimamente e non so neanche che ne faccio di quel poco che ho.
Allora l'idea era andare a vedere FEIST in buona compagnia, che diventava apparentemente sempre più numerosa col passare dei giorni, ma alla fine al Piper, a farsi circondare da scalmanate uagliuncelle [ragazzine n.d.t.] fashion, più o meno di tutte le nazionalità, ci è andata la sottoscritta, da sola.
shame on you.
prima di rievieware mi viene in mente l'articolo di Carrie di qualche giorno fa in cui parlava delle fantastiche line up di alcuni festival in giro per il mondo, di quanto avesse voglia di andarci e di quanto ogni volta si pentisse causa cessi inutilizzabili, punkabestia vomitini, alcool in quantità impossibili e nocive alla socialità ecc. ecc.
Ovviamente, essendo virtualamica mia, ci va sempre lo stesso, esattamente come faccio io, perchè durante un concerto poi si emoziona e ne vale sempre la pena.
Ora, chiedeva ai suoi lettori di dirle se vanno ancora ai festival o no e perchè: Carrie sta sui quaranta e i suoi lettori pure se non qualcosina in più, e la linea generale è che alla fine non ci si va ai festival, non ci si va più a causa dei cessi, dell'alcol, degli adolescenti attaccabrighe e violenti, del vomito e del piscio everywhere e così via.
Tutto questo per dire:
1) che per fortuna non sono l'unica ad avere amici pallosi
2) che siccome sarò costretta a passare l'estate qui a Roma sto per preparare una lista di eventi/concerti/festival a cui voglio partecipare e se qualche virtualpotenzialamico volesse farmi compagnia mi fa piacere, i miei amici tengono troppo la uallera (sono pigri n.d.t.).
MA ora FeIsT.
Location:
il piper penso sia il posto in assoluto, in tutti i paesi in cui sono stata a sentire musica, che mi fa venire l'angoscia. è brutto, tamarro, puzza e secondo me se succede qualcosa muoriamo tutti.
mi fa pensare alle discoteche in cui si andava da ragazzine la mattina. squallor.
per fortuna l'impianto audio non fa pandant con la scenografia (io non posso stare in un posto dove ci sono le colonne finte) e si sente discretamente: certo non ci ho mai sentito suonare gruppi che hanno bisogno di potenza, la roba folk se pò fa.
Audience:
Direi che l'età media era intorno ai 23 con picchi tipo me e intorno ai 16. Fidanzatini con le fidanzatine, fidanzatine con le fidanzatine e fidanzatini con i fidanzatini.
Di tutto. Con un solo minimo comun denominatore: tutt* vestiti più o meno fashion tranne me e il papà di una ragazzetta che stava pochi passi più in là.
Cantavano tutte le canzoni, battevano le mani quando le dovevano battere, facevano foto con i cellulari e si sbaciucchiavano dalla gioia: divertente.
Band:
Tre fratelli + 1.
I tre fratelli suonano tastiere/tromba/percussioni, basso/tamburello/flicorno, batteria/tromba/percussioni. Il + 1 suona piano e chitarra. Bravi e simpatici, attenti alla sua voce e ai suoi ritmi.
Feist:
Che è una brava musicista si sapeva.
Che è una ottima cantante con una voce dotata si sapeva.
Che le canzoni che scrive siano orecchiabili, leggere, intense e fluide si sapeva.
Ma che era pure simpatica non si sapeva!
La cosa che mi ha più impressionata davvero è stata la sua voglia di chiacchierare e di raccontarci di lei: di come il governo canadese le dovrebbe dare un lavoro come ambasciatrice vista la quantità di canzoni che ha scritto in cui parla della sua terra [nonostante viva a Parigi dal 2000], di quando 8 anni fa ha suonato al forte prenestino [immagino con i Broken social scene, per chi non lo sapesse una indie band composta potenzialmente da 19 elementi, tra cui feist ed emily haines (la cantante dei metric,gnurant) tutta gente della scena indie di Toronto] e di come si era divertita [esiste ancora il forte ci chiede] e di quanta bella gente avesse conosciuto, e allora dal pubblico una tipa urla un nome e lei dice: non ci posso credere, io e te dobbiamo assolutamente parlare dopo lo show, e di quando fosse rimasta estasiata da Roma e però era andata a vivere a Parigi, ma ora si comprava una vespa e si trasferiva sicuro, e poi perché quel ragazzo stava riprendendo tutte le cazzate che diceva con il suo telefonino, e soprattutto che cacchio di hard disk aveva quel telefonino, più grande del suo laptop stava riprendendo da un’ora!
Insomma un fiume di stronzate su di lei, la musica, il canada e i canadesi.
Ma divertenti e continuamente intervallate da: scusatemi ma certe volte non mi regolo proprio e straparlo, ma ho voglia di chiacchierare.
Franca e solare, veramente. Una che mentre canta incita il pubblico ad aiutarla perché così ne riceve energia per un altro acuto.
La scaletta è ben congeniata: alterna momenti soft e più esplicitamente folk come in the park alle punte decisamente pop di 1234 a sprazzi più intimi e jazz come in the water.
1234 la cantano davvero tutti così come mushaboom [ohohohohohohooh] è piacevole, un po’ adolescenziale ma considerato che lei ha solo 3 anni meno di me posso cantare pure io o no?
Mi è sembrata una donna piena di risorse, divertente e felice della sua vita.
Ha suonato due ore, ha divertito, non si è risparmiata e ci ha fatto cantare come dei bambini.
Più di questo non so.
Pigra, e il post sul pride? 8)
By penelopebasta on 06/10,2008, at 10:38
...perfetto!
By omaha_manu on 06/05,2008, at 14:32
vale chica.
;-)))))))
By donasonica on 06/05,2008, at 13:20
Sono tornata, eh già 8)
Ma niente inglese, fosse lo spagnolo allora....
E non dimentico neppure i debiti, birre comprese!!!
Cuando : viernes?
Donde : Tumbler?
By omaha_manu on 06/05,2008, at 09:43
Ohhhh bè, come se ci fossi stata, allora.
By penelopebasta on 06/02,2008, at 12:16
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